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Fino alla fine del mondo (e noi non c’entriamo niente)

From Francia - Estate 2006 in Orleans, France on Aug 15 '06

PurpleAngel has visited no places in Orleans
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Lasciando la Bretagna che piange con noi, stiamo scrivendo il nostro diario in viaggio lungo le routes della Francia in cerca di Orleans.. prima o poi la troveremo.

Male che vada torneremo a Montfort.. tanto ci sta correndo dietro..

Ma andiamo per ordine.

Giulive come tre oche assassine, il 14 siamo partite intenzionate a razziare Morbihan, un’amena regione della Bretagna colma di paesini e di negozietti, prima che passassimo noi. Fra i soliti vecchietti, passeggiate nei boschi seguendo percorsi a zig-zag per confondere le idee (le nostre, ovviamente), nuovi set (per set si intende, in questo caso, trittico di chiesa, calvario – non quello della Purpla al seguito di una dedè e una tsuny impazzite, in estasi da acquisti e guglie da fotografare – e ossario), siamo finalmente giunte a Pointe du Raz.

Nel frattempo, fra Brest e Pointe du Raz, è successo:

  • Colazione e giro al centro della città con rosicamento di dedè e tsuny e ola della Purpla, causa negozi chiusi
  • Arrivo a Morgat passando attraverso Crozon (una trentina di km a sud di Brest) in circa 4 ore, giusto in tempo per pranzare in un sordido (quanto l’unico aperto) baretto dove un panino a base di patè de foie gras che è rimato a X sullo stomaco alle tre. Nonostante il nulla le circondasse, sono riuscite ugualmente a comprare La Bussola che le aiuterà in seguito sa scorazzare, perdendosi con metodo, per le terre di Britannia.
  • Visita di set con siparietto comico mentre una Purpla disperata tentava di mettere in salvo Adolfina, la seppiamobile, da un camion bianco che voleva portarsela via mentre l’autista rideva sdraiato sul volante in seguito ad un incontro quasi ravvicinato con una tsuny gesticolante ed una dedè incarognita ringhiante che tentavano di attraversare la strada proprio mentre il mondo aveva deciso di passare proprio da lì per andare a fotografare un calvario composto da un Cristo e i tre ladroni (quello in più ce l’abbiamo aggiunto noi) in un attimo di delirio (fra i vari).
  • Calata a mo di barbari su quello che fino a poco prima era un ridente paesino medievale di nome Locronan nel quale sono stati svaligiati sistematicamente tutti i negozi di souvenir, saccheggio culminato con semirissa prima col cornamusaro (ovvero zampognaro bretone) a cui dedè ha tentato di strappare l’apposito strumento per infilarglielo alle spalle, e poi con gruppo di turisti ultrasessantenni italiani che hanno impedito al giapponese che vive nel condominio ultra affollato di dedè ed al giapponese di riserva affidato alla Purpla che non ci pianta mai in asso la loro massima espressione fotografica all’interno della cattedrale.
  • Sbarco a mo di goletta pirata nella simpatica cittadina di Quimper nella quale le nostre eroine (Tsuny e Dedè, con la ormai disperata Purpla che fingeva sempre più di non conoscerle, senza riuscire ad essere credibile) sono riuscite a beccare gli ultimi negozi aperti ove hanno acquistato i “caratteristici” frustini bretoni.
  • Pit stop a Mahalon ove le tre, non paghe, hanno deciso impunemente di disturbare la quiete dell’unico eremo benedettino del luogo scampanando allegramente un antico carillon all’interno della chiesa, per poi sbizzarrirsi in un tripudio di foto al calvario all’esterno ignare del terrore suscitato nel monaco ivi residente che, sbattendo la porta e chiudendola a chiave, le ha lasciate fuori a mugugnare contrariate.
  • Riprendendo la seppia mobile le tre si sono avviate, passando a zig zag da un punto all’altro della penisola, verso la fine del mondo. Ma proprio la vera fine del mondo! Infatti eccole giunte a Pointe du Raz, l’estrema punta a nord ovest della Francia che da direttamente sull’Atlantico.

Qui, dopo una parca cena (le crepes più piccole della Francia) dove il cameriere si è esibito in un tentativo nemmeno tanto accennato, ma decisamente malestro, di dar fuoco alla povera Tsuny facendo finta di servirle una crepes flambé e accendendo lei e le sue ire, le nostre eroine, sfidando raffiche di venti freddi, percorsi impervi nella brughiera, sassi che spuntavano dal nulla a destra e a manca, pilastri che sbucavano improvvisamente dal nulla pure loro, discese sconnesse che, galeotte, provocavano accelerazioni ingestibili, gruppi di italiani molesti da cui esse si dissociavano facendo finta di essere bretoni ed in preghiera davanti al cellulare, precipizi abissali, si sono godute uno spettacolare tramonto sull’Atlantico. Presa dalla commozione dedè si è azzardata ad avvicinarsi e poi sedersi sul bordo del precipizio e solo spinte di vento inaudito l’hanno fatta desistere dal rimanere lì a fare gestacci all’America. Quando ormai le tenebre stavano calando, prima che calassero del tutto onde evitare di schiantarsi sulla suddetta scogliera, le tre si sono decise ad allontanarsi dal luogo di pericolo e sono andate a rifugiarsi ai piedi della Madonna dei Naufraghi ed in tal luogo hanno provocato varie elucubrazione nei viandanti che da lì passavano. Tre ipotesi hanno preso piede maggiormente:

    1. Che fossero resti congelati di antiche popolazioni celtiche, essendo tutte e tre immobili come dei menhir
    2. che fossero delle povere pellegrine in preghiera

(la veritiera) che stessero lì a pazzeggiare amabilmente con una dede che le aveva coinvolte a fare gestacci all’america. cui sopra munite di torcia indisponendo, con la loro caciara, sia la brughiera stessa che i poveri animaletti ivi locati

Non contente dell’escursione notturna alla fine del mondo, e prese dal macabro gusto ispirato dalla brughiera, si son dirette verso la Baia dei Trapassati dove hanno incontrato un nuovo amico che le ha salutate scodinzolando festoso, ha fatto un goccetto di pipì e se ne è andato via.

Durante il rientro notturno dedè ha avuto un incontro ravvicinato con altri calvari che l’hanno schifata non lasciandosi fotografare causa buio pesto. Purpla e Tsuny hanno così dovuto sedarla tramite l’utilizzo di adeguati che l’hanno attaccata alle spalle facendola piombare in un sonno profondissimo, sonno dal quale è riemersa improvvisamente a pochi chilometri da Brest provocando infarti multipli e continuati alle povere tsuny e Purpla con un urlo degno della più infida Banshee provocato da un’allucinazione non ben definita secondo la quale Purpla, che stava parlando con Tsuny, stava in realtà guidando con gli occhi chiusi in quanto addormentata.

Giunte sane e salve in albergo alle tre di notte, si sono date appuntamento alla mattina seguente contando di rendere felice dedè con un pellegrinaggio per la penisola in cerca dei suoi adorati calvari.

Dunque, la mattina del 15, Ferragosto, le tre si sono radunate all’alba (11.00 am) sveglie come tre civette notturne di giorno per dirigersi allegramente a fare colazione. E lì la tragedia.

Chiuso l’abituale bar, si sono appollaiare sulle sedie di un altro gestito da un simpatico vegliardo più dissociato delle 3 messe insieme. Immaginate cosa è potuto succedere. Dimenticava continuamente le ordinazioni, ha portato improbabili surrogati di caffè e cappuccini, le ha scambiate per spagnole (come del resto tutti i francesi incontrati fino ad ora) e quant’altro, ma alla fine sono riuscite ugualmente ad uscirne vive. Giusto in tempo perché la Purpla, durante il giro di controllo sotto il castello di Brest, finisse nelle grinfie di un capitan Harlock alquanto sospetto, colorato e sfregiato. Per fortuna i ringhi di dedè e di tsuny sono riusciti a metterlo in fuga, tuttavia la Purpla non si è risparmiata una cazziata da parte delle due incarognite perché deve smettere di essere gentile con il prossimo. Pare che la lezione l’abbia imparata, perché ha appena affermato che ora non sarà più gentile con nessuno.. sarà, ma la tsuny e la dedè ci credono poco.

Una volta sulla seppia mobile, le tre sono state prese in ostaggio da miss tom tom che, con movimento ondulatorio e sussultorio e accerchiante, le ha prese di sorpresa facendole girare per un’ora intorno a Brest prima di convincersi a portarle alla loro prima tappa.

Giunte quindi a Plougastel Daoulas, a circa 15 km da Brest (in un’ora e mezza, appunto), le nostre protagoniste hanno visitato un calvario che con le sue 180 sculture ha scatenato lo sdilinguamento della dedè, mentre un Tsuny tutta interessata (ad altro) andava in perlustrazione del territorio in cerca di un luogo dove mangiare. Richiamate all’ordine le altre, seguendo un cane con una baghette intera in bocca che indicava loro la strada, si sono dunque appropinquate in un localino ameno popolato di vecchietti (tanto per cambiare) dove si sono rifocillate apprezzando gli usi e costumi del luogo, fra cui fare merenda in piedi con le cozze ed un bicchiere di vino bianco.

Satolle sono finalmente partite per gli altri calvari. Visitato La Roche – Maurice, si sono dirette verso La Martyre dove, oltre al set, si teneva la classica fiera di Ferragosto: una bancarella sulla quale le 3 si sono precipitare in astinenza da shopping e 4 persone che si guardavano intorno con l’aria smarrita. Il giro è proseguito per il paese di Suzun, quindi un infiltrato, Locmelar, dove le fanciulle son rimaste colpite da una vecchietta che le guardava male mentre uscivano giulive dal cimitero del set chiedendosi ingenuamente il perché di tali sguardi. Andando avanti hanno raggiunto il bucolico luogo di Lampaul Guimiliau dove si sono fermate, oltre che a fare le solite solite foto al set, a prendere la merendina tanto agognata e a spaventare per ripicca un vecchietto che aveva tentato di andare in bagno inconsapevole della presenza di dedè che, con ringhio sommesso e brontolio profondo, ha immediatamente definito di chi fosse quel territorio facendolo scappare. Andando avanti lungo il percorso sapientemente tracciato, eccole che si son fermate nell’augusto paesino di Guimiliau (sono tutti parenti, lì, anche i paesi) dove le tre si sono fiondate in un negozietto di souvenir gestito da un cornamusaro e dalla figlia che gli ha venduto il mondo. Richiamate all’ordine dedè e tsuny da una Purpla autoritarissima, le fanciulle sono andate a visitare l’ennesimo calvario dove si sono incontrate con un gruppo di vecchietti italiani in gita con guida. Onde evitare di trovarseli fra i piedi anche all’ultima, si sono affrettate nel compiere il loro dovere fotografico per poi fuggire via, non tralasciando di dedicarsi all’ultimo acquisto prima che il negozio chiudesse: un bel cd di cornamuse per la gioia di dede.

Ultima tappa è stata Saint Thegonnè ed il suo set magnificente, con un calvario di 200 sculture e un graziosissimo cimitero nel quale Tsuny ha giocato allegramente a nascondino con un gatto scatenando le ire di un piccione funesto, e di dedè anche, che ha bombardato (il piccione, non dedè) i due (tsuny e il gatto) con cagate folgoranti (grazie al cielo mancandoli).

Sulla via del ritorno volutamente deviata perché sennò era troppo facile (praticamente sull’altra costa) le 3 si sono fermate per cena nella cittadina di Roscoff, dove stranamente non è accaduto nulla. Hanno cenato e buone buone se ne sono tornate a Brest, dopo aver impedito a dedè di attaccare il loro adesivo di battaglia su una paletta di raccolta di cacche di cane. Lungo la strada hanno rischiato di distruggere l’intera flora e fauna di Bretagna per evitare di investire una lepre che la Purpla aveva scambiato per un pieton, ma a parte questo piccolo particolare, è andato tutto bene.

Oggi le tre hanno finalmente lasciato Brest per dirigersi lungo la via del ritorno. Partite stranamente puntuali, colazione e carico bagagli compresi, hanno così scatenato un violento nubifragio che le ha accompagnate fino a Orlaeans in Loira, ma loro hanno stoicamente ignorato tale evento. Sfuggite a stento all’ammaliante richiamo di Monfort, sono rimaste tuttavia intrappolate per qualche ora nella foresta di Broceliande dove si sono fermate a pranzo nella graziosa cittadina di Bedée gioiosamente accolte da una tavolata di simpatiche vecchiette. Arrivate verso sera ad Orleans, deve essersi sparsa la voce che le tre sono zitelle incallite. Infatti durante la cena una signora ha tentato di rifilare ad una qualsiasi delle tre, o anche a tutte e tre insieme, il grazioso figliolo. Ma le tre seppie, stanche e confuse come al solito, non se sono accorte subito ed hanno segato la questione mangiandosi le mani dopo che i due se ne erano andati con la coda fra le gambe. Frustrate hanno deciso di fare un giro in macchina per la città risvegliando il giapponese che è in dedè che si è sbizzarrito a fotografare Orleans by night.

L’appuntamento è per domattina alla solita ora, quindi buonanotte che è tardi.


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