On the Road Again
From Francia 2007 in Aix-en-Provence, France on Aug 04 '07
05-08-07 Ed eccoci di nuovo in viaggio. Quest’anno “orfane” della nostra valletta e di Chiara, ci siamo dovute adoperare in un corso accelerato di “utilizzo tom tom” per Dede. Al fine di farla sentire maggiormente in sintonia con il suddetto aggeggio, la Purpla ha provveduto a mandarlo a Casablanca per un’operazione che l’ha trasformato da Chiara in Roberto. Dede ha apprezzato e ha fatto subito amicizia col nuovo acquisto, il quale ha ispirato il suo lato peripatetico, portandola a salutarlo con flautati gorgheggi e dolci parole quali “Buongiorno Principino”, “Grazie Principino”, “Oh, povero cucciolo, che ti succede?”, “Guarda che ti licenzio gettandoti dall’auto in corsa” (quest’ultima è uscita per sbaglio stanotte mentre cercavamo di rianimarlo con tanto di respirazione bocca a bocca poichè ci ha abbandonate proprio mentre cercavamo di rientrare in hotel). Vi stupirete leggendo che per oggi non abbiamo combinato alcun guaio, come abbiamo cercato di far credere a tutti coloro che preoccupati ci hanno cercate durante la serata (preoccupati dal fatto che non avessimo ancora annunciato nessun disastro, ovviamente). La partenza è avvenuta in perfetto orario, come da tabella di marcia: alle 10 eravamo su Adolfina con tanto di bagagli caricati e tutti (o quasi) contenuti nel bagagliaio e non sparsi per l’auto. Udite udite, non abbiamo nemmeno fatto una sosta fino all’ora di pranzo, due ore e mezza dopo ad Andora. Gran parte del viaggio è stata impiegata nella scelta della colonna sonora estiva, nel conteggio dei furgoni bianchi con relativo punteggio (e discussioni riguardanti lo stesso: Dede ha stabilito in base a non si sa quali canoni che ai vari tipi di automezzo spettasse un punteggio diverso in base alle dimensioni... Considerato che il senso delle misure della nostra seppia è andato perso ormai da secoli, potete immaginare la confusione. Tir che si trasformavano ai suoi occhi in piccoli fiorini e così via) e nel vano tentativo di programmare il nostro itineriario pur sapendo fin d’ora che non lo rispetteremo mai. Arrivate ad Andora per pranzare, abbiamo stabilito che: - la colonna sonora delle nostre vacanze sarà la trucidissima “Black Cars” di Gino Vannelli, sfigatissimo cantante degli anni 80 ormai dimenticato da millenni se non da Dede. - I veicoli bianchi piccoli valgono 2 punti, quelli medi 4,50 (con grande smarrimento della Purpla che non comprende perchè Dede rinomata matematica fallita, voglia cimentarsi in calcoli così complicati), quelli grandi 10 punti. - Abbiamo dirittto a uno special bonus di 50 punti per ogni piccione investito. - Eravamo già al ragguardevole punteggio di 76,50 (quattro veicoli più un piccione) La nostra pausa pranzo è stata turbata (per qualche manciata di secondo) dall’assistere all’investimento di un motociclista (no, non siamo state noi, altrimenti avremmo almeno guadagnato un bonus da mille). Ma non ci è passato del tutto l’appetito, tanto che siamo riuscite a scofanarci un lauto pranzo a base di pesce e pasta in formato familiare. Sazie e satolle ci siamo trascinate fino al bar per fare due passi e bere un caffè (i passi sono stati due di numero, si sa mai che qualcuno venga a recriminare.). Verso le 15 ci siamo rimesse in viaggio alla volta di Aix en Provence, e il camionista che vive assopito dentro Purpla si è risvegliato, rispolverando gli antichi splendori con una serie di cristoni all’indirizzi di automobilisti addormentati. Nonostante questi trucidi spaccati di viaggio quotidiano e un paio di soste in autogrill, siamo arrivate alla nostra prima meta in perfetto orario (17.20) e sane e salve. Il nostro ingresso trionfale in città è stato festeggiato con sbavamenti copiosi da parte di Dede alla vista delle tipiche casette provenzali e spiaccicamento del secondo piccione immolato all’altare della cattiveria sopita di Purpla con relativo aumento di punteggio a 126,50. Giusto il tempo di riprenderci per il cambio di idioma e di clima con una pausa in hotel e poi siamo andate a occuparci del motivo principale per cui abbiamo fatto questo viaggio: MANGIARE Nonostante abbiamo cercato di distrarci da questo intento (giusto per darci un tono) aggirandoci con aria vaga fra le bancarelle della via principale, il richiamo del Bistrot Romain si è fatto intollerabile e ci ha piegate al suo volere. Abbiamo dunque sacrificato il nostro giretto di shopping per andare a rifocillarci Probabilmente i francesi hanno già messo in atto il loro piano per allontanarci (a proposito, se andate ad iscrivervi sul sito della Farnesina, chiedendo di esser aggiornati sulle catastrofi francesi, siamo certe che risulteremo fra queste. Fateci sapere). Al ristorante ci hanno imboscate in un angolo buio e piovoso a causa di un aggeggio che irrorava il nostro tavolo di spruzzi d’acqua ogni 3 minuti. Nonostante ciò, imperterrite, non ci siamo spostate di un millimetro. E’ stato dunque il turno del nostro cameriere (in realtà un agente speciale della sicurezza francese camuffato da garçon) il quale ha tentato di innervosirci con comportamenti palesemente ostici: ignorarci, correggerci sulla pronuncia ripetendo le parole nello stesso identico modo e portando cataste di cibo più di quanto il tavolo potesse contenere. Tutto quello che ha ottenuto sono stati insulti da parte di Dede e occhiate incenerenti da parte di Purpla. Abbiamo quindi consumato il nostro frugale pasto a base di Chevre Chaude, patè, Carpaccio di manzo a volontà, patatine fritte a montagne con maionese, mousse al cioccolato per un reggimento e creme brulée per un altro reggimento con un aplomb tipicamente inglese. Solo dopo aver spazzolato anche l’ultima briciola, abbiamo accontentato gli autoctoni allontanandoci dal ristorante e dirigendoci verso l’hotel (non senza aver onorato le bancarelle che abbiamo trascurato all’andata con qualche acquistuccio giusto per riscaldarci nell’attività dello shopping selvaggio). Peccato che Roberto abbia deciso (forse perchè - lasciato nel parcheggio da solo per due ore . si è sentito abbandonato) di farci andare al campanile (l’hotel che ci ospita stanotte), si, ma di Saint Malo probabilmente. Solo le continue insistenze di Purpla e le minacce per nulla velate di Dede hanno permesso alle nostre due eroine di far rientro in camera. Per oggi chiudiamo così il collegamento. Domani dovremmo raggiungere Carcassonne, salvo cambiamenti improvvisi di percorso. Un’alternativa potrebbe essere Barcellona (stiamo cercando di depistarvi, si). E non preoccupatevi, presto torneremo ad essere le seppie disastrose di sempre. Siamo solo un po’ arrugginite. Buonanotte Purpla & Dede.
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