Seppihollywood
From Francia 2007 in Aix-en-Provence, France on Aug 19 '07
Risveglio in pieno relax per le nostre due seppie, almeno fino a che non siamo arrivate all’alba delle 11 in Aix en Provence per la colazione. Abbandonata Adolfina nel primo parcheggio libero (per poi dimenticarci dove l’avessimo messa), ci siamo dirette verso un bar qualsiasi; lungo tragitto abbiamo avuto modo di constatare come spesso in francia i bancomat si trovino separati dalle banche (ma di parecchio!), tanto che la Purpla ha teorizzato un Feng Shui dei bancomat: probabilmente un bancomat messo di sbieco a 15 km dalla banca e in posizione di cono rovesciato smuove chissà quali misteriose energie benefiche attirando prosperità ed abbondanza sulla suddetta banca (no, sta volta Dede non ha assecondato questa teoria che ha definito “immane cazzata”).
Senza nemmeno rendercene conto, ci siamo sedute nel dehor del cafè des deux garçons, un bar storico e chiccosissimo di Aix (frequentato da Cezanne e Zola); ovviamente Dede quando ha pensato bene di ringhiare ad un cameriere (che ha cercato di farla sorridere) nonostante la sacralità del luogo, se ne è fregata altamente di dove si trovasse: non aveva ancora fatto colazione e solo questo contava.
Dopo aver spazzolato una baguette con tanto di marmellata e annesso caffè, la seppia n°1 si è sentita meglio, ma ha dimenticato sul tavolino il sacchetto della farmacia con dentro i tampax. Soltanto un’ora abbondante più tardi, ci siamo rese conto della misteriosa sparizione del sacchetto in non si sa bene quale luogo dell’amena cittadina. Andando per esclusione, poichè l’unica nostra sosta successiva sono stati svariati bancomat e presso di essi non c’era nessun nucleo anti terrorismo (si sa mai che scambiassero il misterioso sacchetto per una bomba e tentassero di disinnescare i tampax convinti che fossero chissà quale ordigno), abbiamo realizzato con orrore che il sacchetto poteva esser soltanto al bar chiccosissimo di cui sopra.
Ovviamente è toccato alla Purpla interagire con i camerieri e poi col padrone del luogo per recuperare l’agognato prodotto farmaceutico, nonchè di esser vittima della scrollata di capo rassegnata dei suddetti. Dopo questa prova di coraggio, la Purpla ha fatto promettere a Dede che non l’avrebbe più cazziata per eventuali figure di merda derivanti dal tenere il volume della radio a palla quando i finestrini di Adolfina sono abbassati.
Per riprenderci dalla brutta esperienza, siamo andate a pranzare nei pressi della cattedrale. Sazie, ci siamo messe alla ricerca di Adolfina girovagando per dei lunghissimi minuti senza trovarla e quasi rassegnandoci ad abbandonarla e sederci per terra mettendoci a piangere (magari qualcuno avrebbe avuto pietà di noi); tuttavia, stoicamente abbiamo continuato a cercarla fino a quando è sbucata fuori dal nulla prendendosi anche una bella lavata di capo; dopo la ricerca dell’auto è stato il momento della ricerca dell’atelier di Cezanne (il quale, per chi non lo sapesse, è nato e vissuto qui).
Se ci fossimo affidate a Roberto, per cercare qualsiasi locazione all’interno della città, saremmo ancora in giro perse nelle campagne provenzali; infatti, pare che in questa zona il tom tom impazzisca del tutto (come già l’anno scorso abbiamo notato) e ci spedisce immancabilmente nelle stradine più tortuose ed impervie.
Solo grazie al fiuto e allo sguardo da upupa artista, Dede è riuscita a scovare le indicazioni per l’atelier e finalmente lo abbiamo raggiunto. Affrontata anche la scaletta malefica e ripida che collega il parcheggio alla locazione, ci siamo fiondate dentro; Dede è entrata in domopack assoluto (non tanto da non rendersi conto che 5 euro e 50 per vedere una stanza è troppo anche per un’appassionata di Cezanne), delusa dal fatto dinon poter fotografare il luogo e circondata da giapponesi altrettanto delusi per lo stesso motivo.
Terminata la visita abbiamo tentato di rientrare in hotel. Ma Roberto era sempre fuori uso e per di più come abbiamo già notato ieri sera, mancano totalmente le indicazioni per raggiungere l’albergo da qualsivoglia punto della città. Solo dopo un’ora di rianimazione intensa e respirazione bocca a bocca, Roberto si è ripreso e abbiamo potuto finalmente riportare i nostri corpicini provati nella stanza.
Ci siamo concesse un’oretta di riposo e poi ci siamo messe al lavoro per voi: con la maestria di due registi hollywoodiani, abbiamo montato le foto e la musica per creare un piccolo video ricordo di queste vacanze. Quattro ore estenuanti di lavoro in cabina di montaggio non sono bastate a risolvere un piccolo problema tecnico che speriamo di aggiustare domani, al momento di caricare il filmato.
Notevole il piccolo cammeo della Purpla che ha tentato di ribaltarsi da ferma mentre si soffiava il naso; il tutto, crollando addosso a Dede comodamente adagiata sul letto. Solo grazie ad una rapida mossa di elusione da parte di quest’ultima si è riuscito ad evitare il disastro.
Verso le 21 abbiamo deciso che il filmato poteva anche aspettare, invece i nostri stomachini non più. Di nuovo in macchina , schifando l’inutile Roberto, siamo ripartite per il paese, abbiamo piazzato Adolfina in un posto facilmente rintracciabile e ci siamo dirette decise verso le nostre vittime: un bar di tapas dietro al famoso corso Mirabeau.
Circondate da italiane ubriache come zucchine e rese svenevoli non solo dall’alcool ma anche dal cameriere che giocava a fare il figo (quando al massimo poteva ambire al ruolo di “si, mi piacerebbe”), abbiamo consumato un frugale ma soddisfacente pasto a base di grigliata di carne e tortillas.
Stavolta anche Purpla ha sentito freddino, come spesso capita a Dede e quindi non ci siamo attardate oltre e siamo tornate subito (per quanto subitaneo possa essere un ritorno al novotel in Aix en Provence con le indicazioni di Roberto - un attimo di incertezza e di panico ci ha colte soprattutto quando ci ha detto di prendere l’autostrada) in camera.
La decima musa (il cinema) ci è ormai entrata nel sangue e ora vi lasciamo per rimetterci a lavorare al filmato; abbiamo in mente effetti speciali mirabolanti e cose che voi umani non potete nemmeno immaginare (tipo la gigantesca ile flottante del buffalo grill).
A domani col resoconto del nostro rientro in Italia. Sarà dura, ma abbiamo affrontato prove peggiori
Buonanotte
Purpla & Dede
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