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Rio de Janeiro

From Brasil 2006 in Rio de Janeiro, Brazil on May 14 '06

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15/05/2006

Bruno ci accompagna con la Corolla all’aeroporto nazionale di Congonhas. Voliamo fino al Santos Dumont con la Gol, giovane compagnia brasiliana (Bruno afferma che il nome potrebbe derivare dall’omonimo popolare modello di auto VW prodotto per il Brasile). Lì ci viene servito anche una bevanda frizzante della Antartica a base di Guaranà (pianta il cui frutto è ricco di caffeina e tannini con effetto anti-fatica e dimagrante). All’arrivo prenotiamo un taxi della Transcootour (75 BRL) fino all’Hotel Village Icaraì (130 BRL a notte con colazione **) a nord di Niteroi città. Ci sistemiamo nelle stanze, compriamo in una market pane, formaggio, prosciutto e latte al cacao e, prima a piedi, e poi con un bus preso al volo, ci dirigiamo verso la nuova stazione idroviaria ( estação hidroviaria ) presso la Praia de Charitas di Icaraì. Da lì prendiamo il battello (circa 2 BRL) che ci porta al porto del centro di Rio di fronte alla Pr. 15 Novembro (15-11-1889 è la data della proclamazione della Repubblica degli Stati Uniti del Brasile). Con il bus (1,75 BRL) scendiamo verso la fine della spiaggia di Copacabana. Andiamo nel vicino Shopping Center Cassino Atlantico. I negozi costosissimi sono semideserti (non è questa la stagione turistica). Lì, cambiamo circa 750 Reais a partire dai Dollari acquistati in Italia. Foto con la statua bronzea di Carlos Drummond de Andrade (poeta e scrittore brasiliano) collocata su una panchina del lungomare di Rio (Av.Atlantica) abbelito dai marciapiedi ad onde bianche e nere di Burle Marx. Camminiamo lungo la spiaggia fino all’altezza di Rua Sequeira Campos, da dove parte una delle due linee della metro che attraversano Rio. Chiamo Deisi, un’amica di Niteroi conosciuta su meetic, foto reporter del Jornal do Brasil, per incontrarci. Papà acquista qualcosa ad un market. Lo fotografo tra papaia (o mamão), melancia (angurie) e laranja (arance) Alla stazione Carioca ci aspetta Deisi: ha frequentato una scuola italiana, finalmente qualcuno che sa la nostra lingua: neanche il portugnol (portoghese infarcito di spagnolo) in cui cercavo di esprimermi veniva interpretato dai locali. Accompagniamo papà alla stazione delle barche. Con Deisi mangio un dolce al Colombo, caffé storico del centro (*) ( http://www.confeitariacolombo.com.br/ ). Giriamo un po’ per le stradine del centro tra i locali semideserti del lunedì. Torniamo in barca da Pr 15 novembre di Rio alla Pr.Arariboia di Niteroi (estação das barcas). Quindi con il bus andiamo a fare due passi alla Praia de São Francisco dove ci sono un sacco di ristoranti tra cui La Miniera con cucina di Minas Gerais e la churrascaria il Porcão ( http://www.porcao.com.br ). Ritorniamo il bus fino all’hotel. Deisi mi fa vedere dove abita con la madre da fuori, poi torniamo davanti all’hotel dove ci salutiamo con un bacio.

16/05/2006

Giornata nuvolosa ma decidiamo ugualmente di salire al Pão de Açùcar (*). Solito percorso del giorno prima finoa Rio. Poi prendiamo due bus fino alla base della funivia (35 BRL). La prima tratta porta al Morro da Urca, la seconda al Pão de Açùcar. Sul Morro da Urca è esposta la vecchia cabina della funivia in funzione fino al 1972, anno in cui Cristovao Leite de Castro la ammodernò facendole assumere l’aspetto attuale. Un complessino suona per una comitiva al Morro da Urca varie melodie tra cui Mas Que Nada di Jorge Ben. Prendiamo il bus per Copacabana per raccoglierne un po’ di sabbia ricordo e capitiamo per caso nel locale la Garota de Ipanema dove Tom Jobim e Vinicius de Moraes si sono ispirati per la canzone omonima che ha lanciato la bossanova nel mondo. Torniamo in metro al centro e poi saliamo sul battello seguendo il percorso del giorno prima, papà prende quindi il bus per tornare all’hotel mentro io prendo quello che arriva fino alla Praia de São Francisco chiedendo di scendere al ristorante “La Miniera” (***). Lì arriva poco dopo Deisi che mi regala un libretto di foto del Brasile e uno con foto di Rio. Torniamo in taxi. Scendiamo entrambi davanti all’hotel e ci salutiamo con un bacio. 17/05/2006

Siamo fuori dall’hotel alle 8.30, un bus ci porta direttamente davanti al Jardim Botanico (***): è allestita una mostra a Tom Jobim; ci lasciano stupiti la regione amazzonica ivi riprodotta, le palme dall’alto fusto, il laghetto con le ninfee e le orchidee. Prendiamo il bus fino alla base del Corcovado dove prendiamo la funicolare che ci porta fino al Cristo Redentore. La giornata e tersa e la vista meravigliosa a 360 gradi (***). Autobus fino alla spiaggia di Copacabana all’altezza di Rua Republica do Peru con l’intenzione di un tuffo nell’oceano prima di ripartire. Sono circa le 18:00, è buio sulla battigia ma 300 metri indietro si svolge una partita di calcio sulla sabbia illuminata dai lampioni. Ripongo nella tasca anteriore dello zaino gli averi che ho nelle tasche dei pantaloni. Mi tuffo prima io, le onde sono alte più di un metro, la forza della risacca mi dissuade dall’andare dove l’acqua è profonda da non toccare il fondo, l’acqua cmq è calda, essere sballottati dalle onde divertente e la sabbia piacevole al tatto (**). Poi è la volta di mio padre. Intanto due ragazzi si fermano poco lontano, mi insospettisco. Se ne vanno ma ripassano davanti a me con altri due. Mio padre fa ancora un tuffetto. Al suo ritorno uno di questi si avvicina chiedendo dei soldi per mangiare. Papà si rifiuta di darglieli. Vista la forte insistenza comincio a frugare nello zaino. Si avvicina quindi a me uno di questi minacciandomi con un coltello e dicendo la frase per me ancora sibillina: “No polizia, no mafia: todo money!” Tiro fuori 50 BRL ma non basta. I ragazzi frugano nella tasca dello zaino estraendo il resto ed il portafoglio con la carta di credito. Nella stessa tasca c’erano cellulare aziendale di Bruno e fotocamera di Erika che non vengono fortunatamente toccati. Papà ha ancora un po’ di soldi per il ritorno: in metro dalla stazione di Rua Siqueira Campos fino alla stazione Carioca: in barca da Pr 15 novembre di Rio alla Pr.Arariboia di Niteroi (estação das barcas). Mi raggiunge Deisi in hotel. Blocco la carta di credito ed il bancomat. Esco a mangiare con lei che sono le 22. In bus arriviamo ad un ristorante di pesce presso al Praia de Jurujuba. Provo la moqueca a base di un pesce che ha il sapore di coda di rospo (**). Torniamo in minibus in hotel. Deisi resta un po’con me in camera. La riaccompagno quindi a casa e le compro una piccola pianta (alle 2 di notte fiorai aperti...), poi torno a piedi in hotel    18/05/2006

L’agente di Bruno a Rio, il simpatico Julio, paga per noi il conto dell’hotel e ci accompagna all’aeroporto Santos Dumont. Al nostro arrivo ci aspetta Bruno che ci porta a casa. Incontriamo la zia Anna e il marito arrivati il giorno prima che tornano da un giro in centro. Sono ospiti di Bruno e dormono al primo piano, nella stanza di Bruno. La sera mangiamo alla churrascaria Fogo de Chão (***) dove 10 BRL passati al cameriere da Bruno, danno luogo ad un rodizio all’n-esima potenza.


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