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Il titolo lo sapevamo stamattina ma ce lo siamo dimenticato

From Francia 2007 in Arles, France on Aug 05 '07

PurpleAngel has visited 2 places in Arles
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Dede e l'adesivo
Dede e l'adesivo
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Puntuali come orologi svizzeri (un po’ stonati, ma pur sempre puntuali), stamattina alle 9.30 eravamo di nuovo in paese ad Aix en Provence. Il nostro programma prevedeva breve sosta per colazione e acquisto di un portasigarette, per poi ripartire alla volta di Carcassonne entro le 10.30.

Soltanto un terzo di questo programma è stato completato. Indovinate quale?

La colazione, ovviamente.

Per il resto, lo “scontro” con un Sephora intenzionalmente posto sul nostro cammino dai soliti agenti segreti francesi con il chiaro intento di depistarci, ha vanificato il resto della tabella di marcia. Dopo questo evento, infatti, la nostra giornata non è più stata la stessa. Ma procediamo con ordine raccontandovi l’evolversi dei fatti.

Dede e Van Gogh
Dede e Van Gogh
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Come abbiamo anticipato, dopo il saccheggio del Sephora, ci siamo fiondate (con una piccola deviazione da Pimkie) al nostro bar preferito per fare colazione. L’esperienza dell’anno scorso nello stesso luogo, non ci ha insegnato un’emerita cippa, tant’è che ci siamo ritrovate di nuovo con una sorta di latte macchiato al posto del caffè tanto agognato; tuttavia, il cameriere ci ha portato tutte le brioche in possesso del locale, nonostante gliene avessimo chieste soltanto due; qualcuno penserà che lo abbiamo minacciato o intimidito in chissà quale modo. Noi lo abbiamo solo guardato. Se poi i nostri sguardi erano leggermente famelici, non è colpa nostra.

Dopo di che, recuperata Adolfina, si trattava di lasciare Aix en Provence. Già in passato abbiamo avuto modo di constatare che questa è una delle operazioni più complicate che esistano al mondo, soprattutto perchè sia Chiara che Roberto sembrano non gradire la richiesta di indicarci la strada per uscire dalla città e preferiscono svenire piuttosto che darci informazioni al riguardo (saranno anche loro agenti dei servizi segreti francesi??)

Tuttavia il senso dell’orientamento da piccione viaggiatore (non uno di quelli da investire) della Purpla, ha permesso alle nostre due eroine di mettersi finalmente in viaggio verso nuovi orizzonti.

Forse provocata dall’essere prive di briglie (Roberto che indica la strada), è scattata l’immancabile “scioltezza errante”, quello stato d’animo che ci porta a percorrere 80 km in tre ore.

Esattamente come è successo oggi.

Invece di andare a Carcassonne (a 115 km da Aix), abbiamo deciso di pranzare ad Arles (a circa 80 km appunto dalla partenza), raggiungendola intorno alle 13.

La cittadina ci è piaciuta moltissimo nonostante il caldo torrido a causa del quale avanzavamo sui gomiti, imperterrite, in cerca di cibo. Non solo abbiamo scovato un ristorantino soddisfacente in pieno centro, ma abbiamo anche visto diversi monumenti interessanti, fra i quali la chiesa romanica e la Fondazione Van Gogh, con tanto di giardinetto da lui ritratto e fotografato nei minimi dettagli da Dede (una foto per ogni Iris ivi presente). Sempre Dede, si è tutta illuminata alal vista di un negozio che vendeva Assenzio e lo ha svaligiato con nonchalance.

Verso le 16 ci siamo finalmente rimesse in viaggio per raggiungere Perpignan (puntualmente ribattezzato Perpignac da Dede). Lungo il tragitto ha fatto due gocce di pioggia. Dede si è lamentata del fatto che non avesse piovuto sul serio.

...

Ovviamente qualcuno ha pensato di accontentarla e da quel momento fino ad ora, la pioggia (a secchiate) non ci ha più abbandonate. Inoltre l’ingresso in Perpignan è stato la mazzata finale poichè abbiamo percorso 10 km in 1 ora. E stavolta non per via della nostra “scioltezza errante” bensì per colpa del traffico allucinante presente in città.

Alla fine, siamo lo stesso riuscite ad approdare all’hotel, sfatte e nervosette. La prima vittima dei nostri anatemi è stato un incauto automobilista che ha tagliato la strada al camionista che si porta dentro Purpla; la seconda a fare le spese del nostro “pentola di fagioli mode on” è stata la receptionist la quale ha osato negare l’accesso al parcheggio ad Adolfina (che ora è costretta - povera creatura - a stare sotto al diluvio). Scaricati tutti i bagagli, abbiamo riposato qualche minuto e poi siamo andate in caccia di cibo. Siamo state rifiutate da due ristoranti e questo ha sancito il definitivo incasellamento degli autoctoni nella categoria “stronzi” oltre che in quella “francesidimerda”.

Un terzo ristorante ci ha finalmente accolte rifocillandoci lautamente mentre fuori imperversava il finimondo: acqua, lampi, tuoni, torandi, tsunami, maremoti e chi più ne ha, più ne metta.

La tempesta in atto, la stanchezza, il nervosismo e sicuramente il fatto che a Perpignan dopo le 19 a quanto pare le auto che ne hanno intasato le vie fino a quel momento (facendoci fare un’ora di coda) e relativi occupanti hanno la capacità di svanire nel nulla, ci hanno convinte a tornare subito in hotel; ovviamente, prima, la Purpla ha voluto rassicurare Adolfina e coccolarla un po’, prima di doverla abbandonare a malincuore sul ciglio della strada ...e qui immaginatevi scene drammatiche in stile telenovela, con Dede che cercava di portar via la Purpla (abbracciata alla portiera di Adolfina) cercando di argomentare con lei sul fatto che ormai la pargola è cresciuta, deve esser libera di fare le proprie esperienze e di socializzare. Infine, disperata, Dede (vedendo che la Purpla non voleva sentire ragioni) ha afferrato la propria compagna di viaggio e l’ha trascinata per i capelli dentro l’hotel.

Qualche chicca da ricordare:

1) Dede col cappuccio che le copre orecchie già sorde e la fa assomigliare ad ET, che si aggira per le strade di Perpignan, col ditino pendulo borbottando “francesidimerda”.

2) Purpla che si addobba anche da ferma dimostrando di avere caviglie in elastam.

3) L’istituzione di una nuova trasmissione: “OverSepp” che andrà a sostituire l’ormai obsoleto “Overland”, con tanto di Seppie seguite da una troupe nello svolgimento dei loro disastri.

4) Il raggiungimento della consapevolezza che ad un certo punto del viaggio cominciamo a sparare stronzate come se piovesse (fra lequali il fingere di andare a Barcellona nel tentativo di depistare gli inseguitori).

5) La scoperta che i quintali di cd portati sono assolutamente inutili, dal momento che non li ascoltiamo, troppo impegnate a sparare cazzate (e ne ridiamo pure)

Nel frattempo ci siamo ricordate il titolo di questo Post:

“Siamo così avanti che se ci giriamo è già futuro”

Nato dal fatto che la Purpla è riuscita a calcolare nottetempo dove parcheggiare Adolfina di modo da ritrovarsela all’ombra il giorno dopo e Dede sia riuscita a prepararsi in un tempo record di ben 30 minuti.

Sperando che la pioggia la smetta di fracassarci i maroni, domani resteremo a Perpignan per visitarla e insultarla meglio.

A domani, quindi, con le nostre nuove avventure


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