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La giornata mondiale dell'adozione di un vecchietto Bretone

From Francia 2007 in Locronan, France on Aug 13 '07

PurpleAngel has visited no places in Locronan
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Stamattina Roberto ha deciso di onorarci con la sua presenza e così quando siamo ripartite e lui si è risvegliato, è stato accolto da un coro: “Buongiorno Principino” al quale ha risposto dando prova della sua costante presenza per tutto il giorno, più o meno. Crediamo che la minaccia di licenziamento o distruzione da parte di Dede abbia avuto effetto. Il nostro risveglio, invece, è stato accolto da un cielo plumbeo che si è poi trasformato in piovoso per tutta la giornata. Adolfina si è trasformata in catamarano e ci ha scarrozzate per tutto il Finistere fino a Locronan.

A quanto pare non solo l’aria, ma anche l’acqua del Finistere ci fa delirare.

Infatti, lungo il tragitto, abbiamo avvertito Josselin che domani toccherà di nuovo a lei e abbiamo deciso che se non si farà trovare, prenderemo il castello di Trecesson in ostaggio per poi occuparlo con tanto di cartelli appesi fuori recanti scritte quali “Seppie separatiste bretoni d’adozione” “Seppie Libere” “Josselin infame” “Tiratelo fuori! (il paese)”; ovviamente il nostro centro sociale occupato sarà ben differente da quelli tradizionali: innanzitutto sta in un castello del 400 ed è tutto dire; in secondo luogo serviremo il the tutti i pomeriggi alle 5 alla maniera inglese; infine lo arrederemo come una casa di bambola. Già ci immaginiamo gli eventuali fantasmi li presenti fuggire urlando. Dopo di che abbiamo ricordato uno dei tanti pipponi fattici dalla signora a Saint Malo ieri, secondo la quale ben presto il mondo intero sarebbe sprofondato in uno scenario apocalittico; ci siamo dunque immaginate l’arrivo nella foresta di Paimpont di quattro angeli dell’apocalisse muniti di quattro teste e quattro trombe cadauno a fare una caciara indescrivibile, discutendo su come iniziare la simfonia trombadoria.

“Miii, ma ti ho detto che era in levare e non in battere!”

“Ah, in levare? Credevo fosse in battere”

“Si, in battere tua sorella”

“Aiò! Non tocchiamo la famiglia!”

In tutto questo casino arriva il dragone dell’apocalisse ruggendo maestosamente. Ma gli angeli e le loro 16 teste sono troppo impegnati a discutere fra di loro per accorgersi di lui; quindi il drago, offeso e avvilito, si rigira e se ne va mandandoli a stendere.

Tutto questo delirio ci ha fatto venir fame, quindi Dede ha attivato lo sguardo da civetta predatrice per cercare il Buffalo Grill visto la sera prima nei pressi di Lorient. Sotto la pioggia torrenziale siamo riuscite a scovarlo e a raggiungerlo per dar pace ai muggiti dei nostri stomachini.

Tuttavia non è bastata questa pausa a porre fine ai nostri deliri; quando siamo ripartite, ci è balenata un’idea per avere una scusa per tornare il più spesso possibile in questa terra:

“ADOTTA UN NONNETTO BRETONE”

E già ci immaginavamo il dialogo con un eventuale marito:

“Ciao caro, esco un attimo per andare a trovare il nonno”

E spariamo per un mese; al nostro ritorno.

“Ma.. Cara! Dove sei stata??”

“Eh, in Bretagna.”

“Ma non dovevi andare a trovare tuo nonno?”

“Appunto!”

Dopo di che Dede è passata alla molestia ai camionisti, ai quali mostrava la propria penna munita di bandierina Bretone retrattile nella quale puntualmente si incastrava e tranciava le dita. Inspiegabilmente la strada si è desertificata nel giro di pochi attimi.

Probabilmente Roberto si è lasciato coinvolgere dal nostro delirio e ha cercato di farci perdere facendoci imboccare una stradina inquietante e nebbiosa in mezzo alla foresta circostante Locronan. Invece di spaventarci abbiamo cominciato a emettere gridolini esultanti e poi a giocare al conte Dracula, nel bieco tentativo di spaventare i pochi passanti incrociati. Dede è stata ignorata letteralmente da questi ultimi e ha cercato di spaventare anche:

- un nonnetto bretone (non il suo) che l’ha guardata perplesso

- Roberto

- la Purpla

Visto che i suoi tentativi erano vani, ha smesso di sbattere le braccine e di urlare “Miiinchia! Sono il conte Draculaaaa!” proprio in tempo per arrivare a Locronan. Parcheggiata Adolfina in un banco di sabbie mobili e munitala di adesivo chicchissimo “Locronan 2007” per il quale il purplafather ringrazierà a vita, ci siamo avventurate sotto al diluvio per visitare il borgo ed i suoi negozietti. Il clima ostile è riuscito a fermare anche noi, perchè dopo nemmeno mezz’ora ci eravamo già rifugiate in una creperie fradice come pulcini bretoni e abbattute. Il tempo di scofanarci un paio di crepes e ce ne siamo tornate quatte quatte a Rennes.

Ovviamente anche durante il ritorno non sono mancati i deliri.

Una Dede resa romantica dal paesaggio tipicamente bretone con tanto di pioggerellina annessa, ha cominciato a sognare una casetta bretone in cui chiudersi con eventuale uomo della nostra vita davanti ad un camino mentre fuori pioveva.

Al tentativo della Purpla di far presente che sarebbe stato più probabile che nella suddetta casetta ci saremmo finite noi due perchè nessuno ci avrebbe seguite in Bretagna sotto la pioggia al 14 di agosto, tanto meno due improbabili “uomini della nostra vita”, Dede ha cambiato versione del suo sogno passando al 2.0, nel quale noi due come nel film “L’amore non va in vacanza” avremmo scambiato due casette bretoni attigue con i nostri rispettivi appartamenti e la sera stessa del nostro arrivo avremmo ricevuto la visita di due guardiaboschi bretoni ubriachi come zucchine e belli e perfetti come Jude Law.

Nel frattempo Adolfina, ispirata anche lei dall’ambiente selvaggio e romantico circostante, si dava alle folli corse non appena pensava che non la guardassimo, pari ad un cavallo selvatico della Camargue. Per questo motivo i nostri deliri erano spesso interrotti da richiami alla bimba: “Ooouh! Buona Adolfina! Buona!” e lei tornava a comportarsi da catamarano come stabilito in mattinata.

Intorno alle 21 siamo arrivate sane e salve a Rennes dove - sempre sotto la pioggia - abbiamo scovato un’altra creperie e ci siamo rifocillate con un paio di crepes e il tipico dolce bretone. Al nostro fianco si è seduta una coppia sfigata di italiani composta di:

- petulante ragazzina simile ad una barbie e assolutamente incapace di adattarsi alla Bretagna

- maschio probabilmente pieno di soldi e più anziano scazzatissimo che si è messo a giocare col cellulare pur di non dover sentire le lagne della sua dolce metà

Incapaci di reggere oltre una facciata semi seria dinnanzi a tale triste scenetta, fiere della nostra tenuta da guerrigliere cecene fradice ma tanto simpatiche, ci siamo riavviate verso l’hotel, scoprendo il segreto di Rennes.

Dopo le 19, infatti, la gente non scompare nel nulla. Bensì si rifugia nei sordidi pub del centro storico a sfondarsi di birra ed ascoltare musica. Il fatto che questa gente fosse normale quanto noi (???), ci ha rassicurate e siamo tornate in hotel per poterci dedicare alle nostre attività preferite:

- smadonnamento da parte di Dede per i più svariati motivi fra i quali la biancheria lavata ieri ancora umida per colpa della solita signora che ci ha messo fretta

- vari tentativi suicidi da parte della Purpla mentre cercava di strizzarsi e levarsi di dosso la melma raccolta durante il viaggio.

Per oggi è tutto, a domani

Purpla & Dede


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