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Days 8-9: Veliko Turnovo

From Bulgaria (New Year's Day 2007) in Veliko Turnovo, Bulgaria on Jan 01 '07

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02/01

Un po’ di difficoltà per far arrivare il taxi davanti all’hotel dato che le compagnie non pagano per le loro vetture la tassa di accesso al centro storico.

Il treno parte alle 7.38 e non è dei più moderni (192) Cambio a Stara Zagora dove prendiamo un caffè annacquato nello squallido bar della stazione. Sosto nel cesso sgangherato alla Trainspotting per 30 stotinki (193). Il treno su cui saliamo a Stara Zagora è decisamente meglio (194). Arriviamo circa alle 14.00 alla stazione di Veliko Tarnovo. Ci accoglie una guida non autorizzata che ci vuole fare da Cicerone ed offrire un alloggio chiedendoci dei centesimi di Euro come ricordo. Peccato che ufficialmente io li abbia lasciati a Sofia come lo sguardo torvo di Mayanymph mi suggerisce coscienziosamente. Saliamo su un taxi che ci porta davanti all’hotel Gurko nell’omonima via (***, 90 lev in due per notte con colazione, ottimo prezzo, ampio bagno con vasca e asciugacapelli ma senza bidet, balconcino con vista aperta su Sveta Gora). Dal balcone dell’hotel  ammiriamo (195) la galleria Grdska Hudezestvena ed il monumento alla dinastia degli Asen o Patemnik Asenovci (i boiardi Asen e Petar fondarono a Tarnovo il secondo regno bulgaro dopo un’insurrezione contro l’impero di Costantinopoli del 1185).

Allontanandoci dall’albergo per una passeggiata (196) procediamo salendo lungo la via Samovodska (197-200), e quindi nella Rakovski all’inizio della quale trovasi il porticato della locanda di Hadzi Nikoli (201-202), opera del massimo architetto della rinascenza Koljo Faceto. Sulla Samodovska, la via degli artigiani (203,205,206,207) acquisto un tipico tappetino di lana fatto a mano a gradazioni di rosso che collocherò nello studio (204).

Foto (208) di Mayanymph con la statua dello scrittore nazionale Emilijan Stanev nato a Tarnovo nel 1907 e autore del racconto il Ladro di Pesche, storia di un amore impossibile tra un prigioniero serbo e la moglie di un colonnello bulgaro. Gironzoliamo ancora per il centro (209-210) e ci imbattiamo anche nella chiesa semidiroccata dei santi Constantino ed Elena (211) nella Cattedrale (212) fino ad arrivare all’ingresso di Carevez (213). Tornando indietro verso l’hotel (214,216), incontriamo il centro culturale in ulica Citalistna (215,217), il tribunale turco (218,219), l’hotel Boiari in stile neo-rinascenza (220) e uno scorcio sulla città di sera (221). Già dopo le 18.00 le strade sono quasi deserte e una leggera inquietudine ma ancora di più la fatica delle perlustrazioni ci fa propendere per l’interruzione del nostro girovagare. Ceniamo al ristorante dell’hotel (222-223) (**): in un’atmosfera accogliente gustiamo un’insalata, il sash (un mix di carne e verdure) e beviamo l’eccellente vino rosso Mavrud.

03/01

Varie foto della collina di Sveta Gora (224-227). Visita alla Sarafkina kasta e all’esposizione etnografica interna (**, 228-240). Passando per la piazza Saedinenie con il monumento a Ficeto (241) raggiungiamo (242,243) l’ingresso a Caravec, la collina degli zar, (244,245,247,248,250,251,252) da cui si gode una bella vista del quartiere Varosa (246), del quartiere degli Asen con la chiesa dei Quaranta Martiri (249,253) e della Cattedrale (279) . Passiamo davanti ad una torre della fortezza, ottimamente restaurata (254,255,256,258).

Attraversando i resti del palazzo reale del secondo regno bulgaro (dal 1187 al 1393), entriamo nel complesso fortificato autonomo del Patriarcato (259-264) con al centro la chiesa della Resurrezione (274), la quale riporta al suo interno gli impressionanti affreschi del contemporaneo Teofan Sokerov (266-273) che raccontano la storia bulgara fino alla conquista turca (***).

Visitiamo la torre (275-278) dove fu rinchiuso e morì nel 1205 l’imperatore di Costantinopoli Baldovino I di Fiandra, primo imperatore latino, sconfitto dallo zar bulgaro Kalojan durante la battaglia di Adrianopoli. Raggiungiamo in taxi l’innevata Arbanassi a circa una decina di km da Tarnovo (280-281). E’ una località di villeggiatura con edifici rustici ben conservati in cui hotel e mehane (trattorie) spuntano come funghi. Purtroppo museo e chiesa sono chiusi ma restiamo affascinati dal cortile della mehana Isvorà con giochi d’acqua e alcune stalle che ospitano: un asino, alcuni conigli che non smentiscono la loro fama, un pavone, un cerbiatto, dei fagiani. Nella mehana (**) cominciamo, come si conviene, con dell’insalata accompagnata da un’ottima rakija (grappa, normalmente di prugne tipo slivovitz) e di seguito della zuppa, coniglio alla cacciatora, vitello, dolce di zucca.

Torniamo a Tarnovo dove facciamo un ultimo giro in città. Ci imbattiamo in un monumento che ricorda le date fondamentali della recente storia bulgara e nella casa con la scimmietta, capolavoro di Ficeto (*).   

 


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