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L’avventura ha inizio

From Francia - Estate 2006 in Aix-en-Provence, France on Jul 31 '06

PurpleAngel has visited 3 places in Aix-en-Provence
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Avevamo meditato su questo viaggio a lungo. Mesi e mesi di duro training, preparazione psicologica e solerte studio di percorsi, itinerari, scorciatoie, orari delle maree, andamento delle lune, cicli ed elenchi di lavanderie a gettoni. Dopo averlo accerchiato e aggirato alle spalle, abbiamo colto l’attimo. Ed ecco che la nostra nuova vacanza ha avuto inizio.

Sembrava una mattina come tante altre. Mentre a Torino alle 7.30 due personaggi non meglio identificati si svegliavano – o meglio si ribaltavano a vicenda giù dal letto, a Roma alle 6.05 un terzo personaggio strisciava dal letto al tavolo della cucina per fare colazione e poi sempre strisciando si faceva la doccia.

Ma di chi stiamo parlando? Ovviamente delle vostre tre eroine preferite. Avete letto bene, ho scritto tre. Perché quest’estate abbiamo una new entry: la nostra carissima valletta Tsuny, accuratamente scelta in seguito a durissime selezioni e un colloquio degno di una multinazionale. Quali i nostri criteri di scelta? Se sei donna devi essere dissociata. Se sei uomo puoi venire solo se hai i soldi, sei generoso e non rompi.

Un’altra novità è stata la Seppia mobile, gentilmente fornita dal seppiafather (non troppo spontaneamente ma sono dettagli U.U).

Ma torniamo alle nostre tre. Anche stavolta un aereo ha cercato di dividere le due seppie. Ma la minaccia di provabilissima caciara senza freni da parte di Dede ha fatto desistere la compagnia aerea dal fare atti sconsiderati. Il ritardo si è ridotto a un’ora (considerando che in questi giorni c’è chi ne ha avute 26, di ore di ritardo, lo riteniamo un ottimo risultato).

Scena all’aereoporto (ovvero “caccia al catafalco rosso”): Tsuny e la seppia Purpla attendono la seppia Dede adocchiando qualsiasi cosa voluminosa uscisse dai gates. Questo per applicare il famoso teorema: “Se vuoi trovare Dede, cerca il suo catafalco” e non ha importanza che non si sappia come sia fatta lei o il catafalco. Basta cercare qualcosa di molto voluminoso che pare camminare da solo, imprecando come il peggio scaricatore di porto. Ecco, quello è il catafalco di Dede (naturalmente le imprecazioni sono della suddetta). Dopo un lieve incidente diplomatico con le porte scorrevoli dell’uscita, finalmente abbiamo la visione della seppia capitolina e i tentacoli si sono riuniti.

Svolte le solite procedure (caffè, bagno, sigaretta) eccoci finalmente alle prese con il carico bagagli. Contrariamente alle aspettative siamo riuscite ad incastrare il tutto come nemmeno il migliore giocatore di tetris saprebbe fare.

Catapultateci nell’autovettura, abbiamo avuto una piccola discussione con l’uscita (eh nessuno ci vuol far partire) e quindi con miss tom tom, la quale dopo un primo tentativo di disciplinare le nostre tre eroine, è stata zittita duramente dalle suddette in perfetta armonia.

Ciacolando ciacolando abbiamo infine imboccato l’autostrada, con la seppia Purpla alla guida che Valentino Rossi le fa un baffo. Il viaggio si è svolto nel migliore dei modi, fino a che (dopo 100 km) non si è presentato un piccolo problema che da sempre affligge le nostre seppie: la fame. Il primo autogrill utile è stato oggetto delle nostre attenzioni. Peccato che tale autogrill fosse anche il peggiore d’italia (con tanto di certificazione UNI ISO 2001)

Nemmeno questo ha potuto fermare la famelicità delle seppie che trulle trulle hanno gozzovigliato e sfumacchiato prima di ripartire per la loro avventura. Lo shock dell’autogrill è stato tale che dopo 100 km si è resa necessaria un’altra pausa a Pietra Ligure, dove per consolarci ci siamo strafogate di gelato. Dede orfana di occhiali da sole, spaventata dall’idea di bruciarsi le cornee si è fiondata nel primo negozietto aperto per procurarsene un paio (stile Boy Gorge anni 70), quindi ci siamo rimesse in viaggio.

Dopo aver passato la frontiera senza esser state arrestate ed esser sopravvissute alla coda che abbiamo superato indenni,allietate dalla lettura da parte di Dede delle varie attrattive che ci avrebbero attese (magnà e beve) al nostro arrivo, siamo infine giunte ad Aix en Provence.

Abbiamo giocato un po’ a nascondino con l’hotel prescelto ma infine siamo riuscite a raggiungerlo e colonizzarlo giusto in tempo per poterci preparare per la cena. Dopo di che abbiamo marciato su Aix, le cui strade cercavano di confonderci con movimenti rotatori e sussultori. Ma noi rapide come faine abbiamo raggiunto il ristorante solo grazie al nostro infallibile fiuto.

Nel tentativo di soddisfare il giapponese che è in noi fotografando un paio di scorci, abbiamo anche rischiato di essere investite, ma gli automobilisti, mossi a compassione ci hanno risparmiate (anche perché, diciamocelo: se Dede fosse sopravvissuta, chi la fermava più col suo stuolo di avvocati, denunce, querele e quant’altro. Un rischio troppo grosso da affrontare).

Ormai stremate ci siamo rinfrancate con la cena che si è protratta per ben due ore (e non per colpa della nostra ben conosciuta voracità, bensì per la bradipaggine dei camerieri)

Per oggi la nostra avventura si chiude qui, poiché siamo ancora in fase “riscaldamento” e i nostri danni si sono limitati al ritrovarci non-sappiamo-bene-come con una maniglia della porta della stanza in mano. Motivo per cui domattina zitte zitte quatte quatte con il nostro esiguo bagagli fuggiremo dall’hotel con fare vago tipico nostro.

Buonanotte a tutti e a domani per le nostre nuove avventure.


Commenti:

Anonimo:

Ooooohh ma si sentiva la mancanza.

Ma bene,

Ma brave,

Ma tre?

Uh, vedremo quale tocco aggiungerà la Tsuny, rinominata da lei stessa immagino per non farsi riconoscere da parenti/fidanzati/amici/datori di lavoro perchè, diciamolo, andare in giro con due seppie non è che...vabbeh

Sono rimasto molto incuriosito del teorema: Catafalco-Dede, Dede-Catafalco, e proporrei degli interessanti Corollari:

1)Dove ci sono gli allarmi che suonano nelle chiese senza motivo, li ci sono le Seppie con i bagali pieni di preziosi spagnoli (perchè spagnoli, boh, così, dejavù)

2)Dove ci sono i camionisti fuori da un Ristorante si mangia bene, dove ci sono le Seppie dentro, non si mangia. Non perchè il cibo sia scadente, ma perchè vedere mangiare 2 (3) signorine come cinghiali della maremma più profonda farebbe passare la fame persino al sottoscritto.

e via di questo passo.

D'accordo, ieri eravate stanche e quindi non abuserò ulteriormente di questo spazietto, salvo domandare a Dede come sta il suo catafalco: mi è giunta notizia che ha tentato la fuga ma che è stato facilmente (facilmente? Cioè gli avete sparato alle ruotine in plastica mentre sacppava) rimesso alla ragione.

Alla prossima come sempre Vostro,

Anonimo con Lupara


 

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