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Mont Saint Michel

From Francia - Estate 2006 in Mont-St-Michel, France on Aug 08 '06

PurpleAngel has visited no places in Mont-St-Michel
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Pur di fuggire al più presto da quell’inferno ci siamo alzate all’alba e siccome era il compleanno di Tsuny avevamo intenzione di portarla allo zoo (e di lasciarcela); lungo il tragitto si è resa necessaria la colazione e l’unico bar disponibile si chiamava L’imprevisto e si trovava davanti a un cimitero di quelli dei set completi che abbiamo visto fino ad ora. E li la malsana idea di Tsuny di farsi fotografare fra le lapidi. Seguita da due seppie tremanti e inquiete si è avventurata nel piccolo cimitero saltellando allegramente fino a che non ha trovato un paio di tombe di suo gusto e non ci si è fatta fotografare accanto.

Ripreso il viaggio verso lo zoo abbiamo rinunciato a visitarlo per il prezzo troppo elevato e quindi abbiamo proseguito per Avranches. Che abbiamo di nuovo raggiunto alle spalle, con una stronzissima Chiara che ci voleva far arrivare al centro facendoci inerpicare sui monti. L’intenzione iniziale era quella di visitare le chiese e il museo dei manoscritti. Peccato che – complici la pioggerellina fine, un branco di pompieri, alcuni negozietti e la fame – ci siamo un po’ confuse e alla fine abbiamo visto solo una chiesa e poi ci siamo rifugiate in una brasserie per pranzare; e qui abbiamo anche trovato l’unico cameriere spiritoso della Francia il quale volev rifilare tutto ciò che abbiamo ordinato a Dede, riconoscendo in lei la più famelica del gruppo.

Non vedevamo l’ora, in realtà, di raggiungere la nostra suite (prenotata con mesi e mesi di anticipo) a Mont Saint Michel per poterci scrostare dopo l’esperienza tragica del giorno precedente. E cosi, sempre sotto i consigli di Chiara abbiamo proseguito per le campagne raggiungendo anche il monte alle spalle.. (adesso capite il titolo?)

Ci siamo fatte riconoscere subito al nostro arrivo in hotel: per i bagagli ci siamo fatte dare un carrellino di quelli che si vedono nei film …. E lo abbiamo riempito tutto.

Lo stesso è risultato ingovernabile e così per raggiungere la stanza abbiamo distrutto mezzo hotel. La stanza si è rivelata una vera e propria goduria: 4 letti disposti su due piani, due bagni, un armadio degno di essere chiamato tale, terrazza con vista sul Monte e un sacco di spazio ovunque. Finalmente felici, abbiamo deciso di prepararci per andare subito a visitare Mont Saint Michel. Facendoci la doccia, Purpla ha pensato bene di creare una piscina in bagno allagandolo grazie al tubo della doccia trasformatosi per l’occasione in pitone impazzito. Sotto gli sguardi condiscendenti e rassegnati delle altre due, la Purpla ha cercato di dar la colpa solo alla doccia, ma non è stata troppo convincente. Nonostante tutti gli intoppi siamo riuscite a raggiungere infine il monte e qui fra un tripudio di negozietti, scalini, imprecazioni, turisti, bambini da prendere a calci nei denti e foto come se piovesse (sempre con Dede che si ritrovava qualcuno davanti proprio quando doveva scattare), abbiamo raggiunto la cima addirittura senza farci male (e ne siamo poi ridiscese sempre indenni, tengo a sottolineare). L’abbazia è meravigliosa e in più abbiamo avuto la fortuna di entrare quando iniziava il tour notturno, cioè un tour più ampio corredato di musica suonata dal vivo e giochi di luce . Nemmeno la scala a chiocciola infinita è riuscita a fermarci e così ora Mont Saint Michel non ha più segreti per noi E nemmeno noi siamo più un segreto per lui: da domani ci saranno i cartelli che vietano l’accesso a noi tre.

Mentre salivamo e scendevamo trotterellanti (per quanto possiamo esserlo noi) la marea saliva e basta e così ci siamo ritrovate (ma lo sapevamo che sarebbe accaduto) circondate dall’acqua e quando è stato il momento di oltrepassare le mura per rincamminarci verso l’hotel, abbiamo dovuto immergere i piedini santi nell’oceano. Smadonnando come anziani pescatori bretoni abbiamo infine guadato il passo e ci siamo ritrovate sulla strada, fiancheggiata ormai dall’acqua (e invasa dai moscerini. Il miraggio della suite ultramegastrafiga e della cena che ci aspettavano ci ha dato la forza di camminare lungo lo stradone (circa un chilometro) per raggiungere l’hotel.

Ed è proprio da qui che ora vi stiamo scrivendo, guardando Mont Saint Michel illuminato nella notte dalla nostra bellissima stanza, sghignazzanti, sazie e soddisfatte.

Buonanotte e a domani da chissà dove.


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