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Dalle stelle alle stalle...

From Francia 2007 in La Rochelle, France on Aug 08 '07

PurpleAngel has visited 2 places in La Rochelle
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Abbiamo iniziato la mattinata del 9 agosto con un brainstorming intensissimo per stabilire che le nostre sembianze sono molto simili a quelle di Re Luigi XVI e il suo paggio Fernando; tutto ciò in seguito all’esserci lavate i capelli con conseguente ricciolo svenuto per Dede (paggio Fernando) e ricciolo tortile per la Purpla (Re Luigi XVI). Soddisfatte da questa constatazione, ci siamo rese conto che la Purpla necessitava di occhiali da sole, periti a Perpignan non si sa ancora bene come. Per questo motivo dopo nemmeno venti minuti dalla partenza ci siamo fiondate nel primo autogrill incontrato sul cammino. Appena entrata la Purpla (o il camionista che è in lei) si è innamorata (ricambiata) di un paio di occhiali da sole da Dede definiti coatti solo perchè la montatura ha qualche evidente traccia di fuxia. Già che c’eravamo, abbiamo acquistato un set di gadgets alla violetta, prodotto tipico di Tolosa, non senza esserci annaffiate - così, tanto per provare - del profumo relativo. Profumate come sacchetti di lavanda alla violetta e lasciando una scia fatale (nel senso di asfissiante) per il gruppo vacanze di ottuagenari che nel frattempo ci aveva circondate, abbiamo cercato di consumare il primo caffè della mattina. Qui dobbiamo aprire una piccola parentesi: la Purpla, amante spassionata del caffè (caffeinomane), non vorrebbe berlo all’estero ma necessita di una dose quotidiana consistente di caffeina per poter guidare per km. Ogni volta giura schifatissima “questo è l’ultimo, piuttosto senza” e ogni volta ci ricasca prendendone un altro e provocando i borbottii di Dede che comincia. “Guarda che poi non ti voglio sentire eh? Avevi detto che era l’ultimo. Se fai facce mi incazzo. Non voglio sentire nemmeno un mugolio”. Questa scenetta si ripete ogni volta (almeno sei al giorno) e ci ha fatte paragonare a una coppia sposata da almeno vent’anni. Ovviamente la Purpla si vendica rompendo i coglioni a Dede ogni qualvolta mangia formaggio che le provoca effetti collaterali altrimenti denominati “sindrome del pallone cagante” Siamo ripartite e lungo il tragitto Dede si è entusiasmata tutta perchè ha cominciato a riconoscere elementi fondamentali del paesaggio che tanto ama: mulini a vento e centrali nucleari. Verso l’ora di pranzo ci siamo dovute fermare in una piazzola attrezzata per rifocillarci e permettere alla Purpla di riposare qualche minuto. Mentre consumavamo due misere baguette con i loro ripieni a base di formaggio, insalata, pollo, salumi e quant’altro, abbiamo cominciato ad osservare i camionisti ivi presenti, tutti cugini putativi della Purpla la quale ha iniziato un’opera di abbordaggio subdolo con tanto di commenti riguardanti il fondoschiena dei suddetti. Stremata da tanto lavoro e messa a tacere brutalmente da Dede, la nostra autista è infine crollata nella sua cuccetta (il sedile posteriore di Adolfina) per un riposino corroborante. Meglio di un robottino tuttofare da cucina, la Purpla si è spenta immantinente per ben dieci minuti al termine dei quali ha riaperto gli occhi, sveglia come una cicala e pronta a ripartire. La nostra prima tappa è stata dunque Bordeaux, dove Dede - nota alcolista - sperava di comprare qualche cassa di vino. Le sue speranze sono state deluse a causa della totale assenza di vinerie. In compenso ci siamo ritrovate nel pieno dell’immancabile quartiere africano segnalato da Roberto come centro cittadino. E così due seppie attonite e inquiete si sono aggirate fra i vicoli della città e hanno visitato la cattedrale guardandosi intorno sospettose e stranite. Si è resa necessaria una pausa merendina abase di crepe al cioccolato, caffè e the e poi ci siamo rimesse in viaggio alla volta di La Rochelle. Come in ogni centro abitato, la Purpla ha tentato di mettere musica a palla con tanto di finestrino abbassato. Peccato che Dede le abbia per l’ennesima volta tarpato le ali; però, deve esistere un dio dei coatti, perchè in quel momento le due sono state affiancate da un camioncino della spazzatura guidato da simil purpleschi i quali avevano la musica ballereccia a palla e quando hanno visto una Purpla danzante, hanno alzato il volume facendo scattare il fratellume (ovviamente in tutto ciò, Dede era scivolta sotto ai sedili nel vano tentativo di nascondersi. Posto fine a questa riprovevole scenetta, abbiamo proseguito verso l’autostrada. E qui, ecco la nostra nuova avventura: una Purpla rispettosissima del codice stradale ha cominciato a notare un’auto della polizia che quatta quatta le seguiva. La nostra povera seppia, agitatissima ha cominciato ad esser ancora più prudente, mentre Dede le ripeteva che era già da molto prima che quel poliziotto ci stava alle costole e sbirciava nell’auto. All’imboccare dell’autostrada, il poliziotto era ancora li. Dopo venti km, il poliziotto era ancora li. Quando le nostre due seppie hanno avuto bisogno dell’irrinunciabile pausa caffè - sigaretta - bagno - shopping in un autogrill, il poliziotto era sempre li. Lo abbiamo quindi depistato fingendo di entrare in uno shop per poi infilarci in un altro rapide come faine. Oltre a riuscire a seminare il poliziotto, Dede è anche riuscita a uscire dal luogo trionfante con due bottiglie di bordeaux e un pain au chocolat di circa 300 grammi. Una volta sicure di non esser seguite ancora, siamo ripartite e finalmente abbiamo raggiunto il nostro mini hotel nei pressi di La Rochelle. Incastrandoci e imprecando nella stanza lillipuziana in cui ci siamo ritrovate (per questo motivo non siamo riuscite a scrivere il nostro diario ieri sera), ci siamo preparate per la cena e siamo uscite di nuovo il più in fretta possibile, per timore di morire asfissiate. La Rochelle è un piccolo porto turistico che ci ha risvegliato l’euforia: Dede continuava a mugolare fotografando a destra e a manca, mentre la Purpla cercava parcheggio. Dopo di che ci siamo fiondate su un bistrot in riva all’oceano scofanandoci ostriche e cozze a volontà con tanto di dolcino gentile alla fine (la passeggiata l’abbiamo fatta rotolando), mentre osservavamo la moltitudine variopinta di gente che affollava il porticciolo senza risparmiare commenti acidi come se piovesse. Fra i tanti abbiamo individuato un serial killer trasformista che sicuramente ci sta seguendo dall’inizio del viaggio, probabilmente assoldato da Sarkozy. Secondo noi il poliziotto altri non era che lui travestito. Dopo cena, abbiamo fatto una passeggiata per il centro storico e per meglio smaltire le calorie ci siamo dedicate alla razzia selvaggia delle bancarelle presenti sul molo. La Purpla ha cercato più e più volte di convincere Dede a permetterle di fare un po’ di innocua attività fisica: acrobazie sul tappeto elastico, salto sulla pedana, voli da non si sa bene dove a non si sa bene dove, il mangiafuoco, far saltare il diablo e suonare col gruppo andino. Nessuna di queste iniziative è stata approvata dalla tiranna Dede la quale ha anche negato alla povera Purpla l’acquisto di oggettini simpatici come: pistola laser che suona e brilla, spada laser che suona e brilla, palloncino a forma di delfino che non suona e non brilla ma fa tanta simpatia e ci aggiungerei anche il babaccio di barbapapa adocchiato due giorni prima. Verso mezzanotte una Purpla con l’orecchio basso seguita da una Dede che si aggrappava ai pali pur di non dover tornare in quella microstanza, ha fatto ritorno al nanohotel nel quale abbiamo passato una nottata di inferno fra materassi di legno, spigoli che spuntavano dal nulla scalini per andare in bagno (come se già non fossimo bravissime a farci del male da sole).


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