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...Alle Stelle

From Francia 2007 in Rennes, France on Aug 09 '07

PurpleAngel has visited 1 place in Rennes
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Probabilmente l’invivibilità della stanza è stato ciò che ci ha spinte stamattina ad alzarci alle 7.30 e partire il prima possibile alla volta di Rennes. Oggi è stata ufficialmente instituita la giornata del “facciamoci del male”. Infatti, da mezzanotte fino ad ora sia Dede che la Purpla hanno escogitato millemila modi pittoreschi per auto lesionarsi. Nonostante ciò siamo ancora vive. Più o meno. Dribblando rotonde che spuntavano come brufoli lungo la strada e col sottofondo di Dede che litigava con Roberto a causa del suo orologio settato sul fuso orario venusiano (orologio che va avanti e indietro a random), siamo arrivate al primo autogrill dove abbiamo beccato il camion bianco bretone con tanto di cugino vichingo annesso che ci ha valso 50 punti di bonus per prbabilità impossibile. Tutte trulle trulle per questa botta di fortuna, abbiamo consumato un caffè orribile. Stavolta la Purpla si è guardata bene dall’ordinarlo e si è limitata a osservare Dede che si faceva del male bevendolo. I programmi prevedevano l’arrivo a Rennes per pranzo, ma la scioltezza errante ha prevalso. Una sorta di buco nero occupa le nostre menti al riguardo delle soste che abbiamo fatto e che ci hanno impedito di seguire la tabella di marcia, fatto sta che abbiamo ritrovato tracce di pain au chocolat e di eclair chocolat in giro per l’auto. Probabilmente il serial killer di cui sopra, travestito da alieno, ci ha rapite per poi lasciarci a Nantes (il raggio fotonico era sicuramente manovrato da un alieno con dito a banana). Ovviamente non ci abbiamo messo molto ad adeguarci alla situazione. Dopo un primo istante di smarrimento, abbiamo nell’ordine: - Piazzato Adolfina all’ombra - Individuato negozio per shopping post pasto - Individuato punto ristoro immediatamente colonizzato - Ordinato e spazzolato un piattone di pesce e carne affumicati - Cancellato ogni rimorso per la morte degli animali presenti nel suddetto piattone (circa una decina) teorizzando la loro estinzione naturale per affumicamento - Testato i bagni locali - Consumato l’ennesimo caffè con contorno di borbottii e mimiche facciali eloquentissime da parte di entrambe - Individuato, grazie al fiuto infallibile da cane da trifula di Dede che ha seguito la scia di “eau de cathedrale” tipico profumo di questo tipo di edifici, la cattedrale appunto. - Visitato la cattedrale con Dede gongolante per l’arietta bretone e per aver trovato finalmente chiese gotiche anzi che romaniche. - Individuato castello con annesso shop nel quale abbiamo investito mezzo stipendio -Consumato un altro caffè - Usufruito del bagno locale rischiando di ammazzarci su gradino assassino (era sempre il serial killer trasformista) - Rapidamente scannerizzato negozio di cui al punto 2 - Recuperata Adolfina - Riprogrammato Roberto - Ripartite per Rennes. Una serie di altre pause non ben identificate ci ha fatto raggiungere Rennes intorno alle 16.30; l’hotel è sempre lo stesso dell’anno scorso, quindi le operazioni di occupazione si sono svolte molto più rapidamente: - abbiamo sistemato Adolfina nel parcheggio sotterraneo (e qui è rinato un amore fra lei e il gradino li presente) - siamo andate all’arrembaggio di due carrellini (avete letto bene, due) facendoci malissimo - li abbiamo riempiti rapidamente con piramide ingegneristicamente studiata ed approntata di tutti i bagagli al nostro seguito - abbiamo tentato di occupare a forza due ascensori facendo a gara a chi arrivasse prima (ha vinto la Purpla) - abbiamo giocato agli autoscontri in giro per l’hotel - abbiamo scaricato i bagagli nella stanza fighissima - abbiamo riportato i carrellini al garage. Alla fine di queste fatiche titaniche ci siamo concesse un paio d’ore di meritato riposo con annesse telefonate ai parenti ed amici per rassicurarli sul nostro stato di salute e sguramenti vari. Ripulite, riposate e affamate, siamo uscite verso le 18.30 per andare a cena. Si, alle 18.30 perchè in Bretagna notoriamente non è possibile mangiare dopo le 20.30 quindi ci siamo adeguate ond’evitare di restare digiune e morire di fame. Abbiamo scoperto che Rennes è viva a differenza di quanto ci era sembrato fino all’anno scorso. Almeno fino alle 19, perchè poi suona la sirena del coprifuoco, i negozianti si affrettano a sbatterci le porte in faccia e a svanire nel nulla. Stavolta ci siamo sentite entrambe con le ali tarpate e affrante dalla brutalità con cui siamo state respinte, siamo andate a consolarci con una crepe e un piatto di carne. Il bistrot prescelto probabilmente domani sarà sprofondato nel nulla perchè i camerieri erano due emeriti stronzoni, anche se Dede avrebbe voluto portarsi il maschio in camera. Peccato ch ela Purpla avesse lanciato sia su di lui che sull’altra cameriera una serie di anatemi spaventosi che hanno fatto desistere Dede (si sa mai che la sfiga rimbalzi anche su di lei) Alle 20.30 sazie e satolle ci siamo avventurate in una Rennes deserta degna delle migliori leggende post nucleari e siamo tornate in hotel a scrivere il nostro diario, programmare la gita di domani nella foresta e poi andare a dormire come due vecchiette bretoni. P.S. Rennes è deserta tranne nell’unico bar malfamato sotto al nostro albergo nel quale stanno facendo una caciara pazzesca. Dede è già pronta col secchio d’acqua da rovesciare sui vivaci avventori e una sequela di borbottii e imprecazioni del tipo “Ma non ce l’avete una casa? Qui c’è gente che dorme!” A domani con il resoconto dei nostri giri a chiocciola per la Foresta di Broceliande.


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