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Due seppie e un cavallone per mari e monti

From Francia - Estate 2006 in Rennes, France on Aug 11 '06

PurpleAngel has visited no places in Rennes
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Se vi abbiamo lasciati orfani dei nostri succulenti racconti anche questa volta c’è un perché: la nostra seppia mascotte Dede ha avuto qualche piccolo problema con un branco di langoustine (gamberoni).

Ma cominciamo dall’inizio. Tanto per gradire, invece che alle 10 come prefissato siamo partite da Rennes alle 12. Perché? Vi chiederete… Beh, perché lungo i due isolati che separano l’hotel in cui dormiamo dal bar in cui dovevamo far colazione c’era naturalmente il solito stuolo di negozi. E vuoi che Dede e suny non comincino la giornata degnamente con almeno un sacchetto a testa? Ovviamente no, quindi fra acquisti, colazione, recupero auto e convincimento di miss tom tom abbiamo impiegato in tutto un paio d’ore. Oltre a queste, i soliti percorsi alternativi ci hanno fatto impiegare un’altra ora e mezza per percorrere 50 km circa. Quando finalmente siamo approdate alla meta, cioè Dinan (un paesino caratteristico medievale arroccato sugli scogli) Purpla ha dovuto di nuovo lottare per riuscire a raggiungere un ristorante prima delle 15. A forza di tira e molla ha ottenuto quanto desiderato: cibo. E proprio durante il pranzo ha strillato Tsuny e Dede minacciandole di abbandonarle alla prima sosta toilette.Rimesse in riga le due e placata la Purpla e i morsi della fame soprattutto grazie a un’Ile flottante enorme al cocco, ha avuto inizio il giro turistico di Dinan, in un tripudio di sampietrini (bastardi), monumenti, solite discese impervie, bambi, negozietti (con tanto di sacchetti ottenuti dopo un’allegra via crucis), foto (il giapponese frustrato si è sfogato) fino a che si son fatte quasi le 6 del pomeriggio.

Ci siamo quindi rimesse in viaggio stavolta per Saint Malo con l’intenzione di assistere all’alzarsi della marea e provvedere al bucato da brave massaie on the road. Individuata la lavanderia a gettoni ormai espertissime abbiamo caricato le nostre due lavatrici e Dede e Tsuny sono andate a spasso per il paese mentre la Purpla faceva la guardia al bucato. Quest ultima era già pronta a dovar partire alla ricerca delle “bambine” sperse chissà dove nel paesino, invece sono state bravissime e in meno di un quarto d’ora sono tornate dal luogo in cui erano state. Terminato il bucato con il solito smistamento creativo dei capi (ci scambiamo di continuo la roba strappandocela dalle mani), ci siamo inerpicate su per i bastioni a fare una passeggiata ammirando il panorama. Sorvoliamo sulle varie difficoltà per salire e scendere dagli stessi, dal momento che si trovano a circa 15 mt da terra e che le due seppie soffrono di vertigini e di affaticamento cronico. Ne è valsa comunque la pena. Al termine della passeggiata abbiamo avvertito un leggero languorino (sarà che eran quasi le 22?) quindi siamo tornate a valle e ci siamo fiondate su un ristorantino; e qui il dramma. Una golosa Dede si è strafogata di frutti di mare ma è incappata in un branco di gamberoni andati a male e così ha avuto una reazione allergica (per fortuna quasi subito sedata). Perciò siamo ripartite poco dopo per Rennes. Lungo il tragitto abbiamo anche provato il brivido di esser fermate da un posto di blocco della polizia, forse insospettita dalle bandiere pirata che da l’altro ieri arredano il monolocale di Dede. Un poliziotto sorridente ha guardato la Purpla e le ha chiesto se avessero bevuto. Al diniego dell’autista egli ha deciso di crederle sulla parola (del resto ci deve aver visto bene e soprattutto riconosciute dalle foto segnaletiche) e dopo aver scambiato qualche battuta riguardo ai mondiali di calcio ha lasciato libere le tre di riprendere il viaggio.

Stamattina di nuovo pimpanti (per quanto possiamo esserlo noi) siamo state più brave: ci siamo alzate presto, Dede ha usato l’asciugamano di Purpla come tappetino, la Purpla si è quasi ammazzata nella vasca lavandosi i capelli e poi in perfetto orario siamo uscite, abbiamo fatto colazione (chissà come mai stavolta la Purpla ha deciso di raggiungere il bar in auto) e ci siamo messe in viaggio per la foresta di Broceliande, famosa perché ritenuta il luogo ove Artù ricevette Excalibur dalla fata Viviana. Nella zona ci sono tre paesini e i km da percorrere sarebbero stati un’ottantina. “Peccato” che ci siano stati diversi intoppi piacevoli che ci hanno portate a compiere tutto il giro turistico in 12 ore anziché 4 come previsto. Prima di tutto, come al solito Miss Tom Tom voleva farci andare in posti che non ci piacevano e Purpla e Tsuny (mentre Dede ronfava allegramente) si sono impuntate fino a che non hanno costretto Miss Tom Tom a piegarsi al loro volere; quindi ci siamo imbattute nel nostro personale triangolo delle bermuda: Monfort, dal quale non riuscivamo ad uscire in nessun modo, non perché ci fossimo perse, bensì perché ad ogni angolo c’era qualcosa che attirava la nostra attenzione; al primo posto ovviamente la pasticceria che ci ha fornito una deliziosa seconda colazione. Alla fine siamo comunque riuscite a uscire dal tunnel e a raggiungere la prima meta ovvero Ploermel, per l’ora di pranzo. Impiegate le solite due ore per riuscire a mangiare due crepes a testa e pagare il conto, abbiamo visitato il paesino e fatto alcuni acquisti (ma perché continuo araccontarlo? Tanto ormai si sa); dopo di che siamo andate a Josselin, il punto più distante della zona. Lungo il tragitto abbiamo salutato un vecchietto sconvolto dal nostro passaggio con ampi sorrisi. Anche qui a Josselin tripudio di sacchetti, sampietrini, cattedrali, guglie, salite e sosta per una gustosa crepe/merendina al bar di fronte alla cattedrale.

Ormai quasi convinte di esser sulla via del ritorno abbiamo ripreso la seppiamobile. E qui non sappiamo spiegare bene cosa sia successo: attribuiamo il tutto alla magia che regna nella foresta. Ma andiamo con ordine. Partite con l’intento di vedere ancora la tomba di Merlino e la fonte dell’eterna giovinezza, ci siamo addentrate nella foresta percorrendo i sentierini che conducono a Paimpont. Fra laghetti, alberi secolari, felci e casette in pietra, abbiamo cominciato a vagare estasiate, complice un cd di arpa celtica acquistato per l’occasione. E così abbiamo infine raggiunto (20 km in due ore) la tomba di merlino e la fonte. Lasciata la seppiamobile accanto a un camper corredato di famigliola allibita e ci siamo inoltrate nel bosco a piedi seguendo stradine sterrate e pietrose oltre che impervie. La tomba di Merlino è stata abbastanza semplice da raggiungere. Abbiamo anche lasciato il nostro adesivo (senza ovviamente attaccarlo per non deturpare il luogo) con le nostre firme dietro, sotto gli occhi di due spagnoli che erano arrivati fin li con una coppia di cani lupo che come tutti i cani che incontriamo in questo viaggio sono venuti a farci le feste. Il dramma stavolta è stato per la Purpla, quando si è deciso di raggiungere la fonte a poche centinaia di metri dalla tomba e si è reso necessario scavalcare un tronco posto almeno a un metro da terra. Una Purpla incarognita si è comunque ritrovata dall’altro lato e alla fine tutte e tre hanno raggiunto la fonte pur rischiando di perdersi nei boschi col tramonto ormai prossimo. Ultima attrattiva è stata la Valle del Non Ritorno, proprio lì accanto alla fonte (ecco perché non riuscivamo a uscire da li): un posto sinistramente simile a Pet Sematary, con tanto di mucchietti di pietre e segni arcaici.

Verso le 21 siamo risalite in auto e il sole stava tramontando proprio in quel momento. Quindi, fregandocene bellamente di Miss Tom Tom che cercava di riportarci a casa, ci siamo messe a seguire il sole fino a che non si è tuffato dietro la collina. Soddisfatte ci siamo quindi avviate verso Rennes ma soprattutto ci siamo messe in caccia di un luogo dove mangiare, dimenticando che qui non si riesce ad ottenere cibo dopo le 20.30

Per fortuna, però proprio a Montfort abbiamo trovato l’unico locale nel raggio di km disposto a sfamarci e così ci siamo concesse una lauta cena e infine siamo tornate in Hotel.

A domani per le nostre nuove avventure


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