Tre Pazze all'arrembaggio
From Francia - Estate 2006 in Rennes, France on Aug 09 '06
Stamattina a malincuore abbiamo lasciato la nostra regale suite a Mont Saint Michel per raggiungere Saint Malo, famoso porto di corsari. Sorvoliamo sul difficoltoso trasloco bagagli stanza/auto (ieri ce li eravamo portati tutti in stanza grazie alla presenza di un carrellone oggi misteriosamente scomparso) e anche sul fatto che dopo aver caricato l’auto ormai con estrema dovizia (altro che tetris) abbiamo dovuto scaricare di nuovo tutto perché il monolocale di Dede (il sedile posteriore) si era leggermente accasciato su di lei producendo un antiestetico effetto sandwich. Risolti questi piccoli problemi logistici, abbiamo 10 metri contromano su un marciapiede (la coda per andare al monte era già consistente e noi dovevamo disperatamente andare nel senso opposto) per fare colazione. Solo così Dede sarebbe riuscita a comunicare col mondo esterno. Dopo di che siamo partite alla volta di Saint Malo, percorrendo le solite stradine alternative corredate dalle altrettanto solite mucche, bestie varie, balle di fieno, furgoni bianchi etc etc etc ..Mancavano solo i set completi di chiesetta + cimitero. Ormai anche miss Tom Tom si è adeguata alle nostre tempistiche e così dichiarava candidamente che 58 km li avremmo percorsi in un’ora e mezza. Si sono verificati attimi di tensione elevatissima quando è stato ormai palese che la suddetta Miss Tom Tom abbia in antipatia Dede e lo dimostri parlandole sopra quando la seppia apre il suo “angolo della cultura” spiegando le attrattive de luoghi che andremo a visitare. Ormai fra loro due ci sarà solo più un rapporto di saluto. Chiara non ci dice quando dobbiamo svoltare perché è offesa e Dede la ricopre di insulti. Superato anche questo inconveniente siamo giunte a Saint Malo e qui ci si è presentato un altro piccolo problema: il parcheggio. Ma imperterrite e testarde come muli ci siamo fatte un’ora di coda fino a che non siamo riuscite a sistemare la Seppiamobile. Con gran fatica da parte di Purpla che doveva recuperare Dede e Tsuny le quali continuamente giravano dalla parte opposta rispetto a quella in cui si doveva andare, finalmente ci siamo ritrovate “intramuros”. Saint Malo infatti è un paesino che si sviluppa su un’isoletta circondata da mura e collegata alla terraferma da un istmo e che è soggetta allo stesso fenomeno di Mont Saint Michel: con l’alzarsi della marea viene circondata totalmente dall’acqua. Dentro la città, Purpla ha dovuto penare nuovamente per convincere le altre due che i negozi presenti lungo tutto il percorso non avrebbero chiuso né sarebbero scomparsi mentre le tre pranzavano (cosa a cui Purpla anelava dal momento che erano le 14); con un po’ di sana tirrania la nostra povera derelitta è riuscita infine a trascinare le altre due al ristorante dove si sono scofanate un piattone di cozze consolandosi della delusione. Dopo di che ci siamo dedicate alla visita ma soprattutto allo shopping selvaggio. Guidate dalla Purpla che metodicamente ha fatto visitare loro ogni piccolo anfratto commerciale dell’isoletta lasciando per ultimi i negozi più prossimi al parcheggio, Dede e Tsuny hanno svaligiato svariati negozietti riempiendosi di sacchetti e trotterellando felici. Fra una maglia a righe in stile pescatore e una bandiera con il simbolo dei pirati, ecco che ti spunta pure la guglia della cattedrale romanica di Saint Malo, munita di bellissime vetrate. Scattate le solite due-trecento foto (sempre con la gente che passava davanti materializzandosi dal nulla), abbiamo ripreso lo shopping, per una durata totale di ben 3 ore intensissime (con Dede e Tsuny che chiedevano ogni 5 minuti se Purpla le stesse portando a quei negozi visti all’inizio, rischiando di provocare reazioni violente in colei da sempre definita “calma zen”). Alla fine, fatti tutti gli acquisti, le tre, soddisfatte e stremate (e con un ginocchio in meno) si sono abbandonate mollemente sulle sedie di una creperie e si sono rinfrancate con crepes dolci e sidro. Dede ha anche rischiato di farsi arrestare per omicidio poiché la cameriera le voleva interdire l’accesso alle toilettes, ma tre paia di occhi incarogniti hanno fatto cambiare idea..Alla cameriera, naturalmente. Soltanto verso le 20.30 abbiamo deciso di rimetterci in macchina per raggiungere l’hotel di Rennes dove abbiamo deciso di passare i prossimi tre giorni (almeno per dormire, perché qui non c’è molto altro da fare). Lungo il tragitto abbiamo ancor avisto il ponte che collega Dinard a Saint Malo, sede della centrale idroelettrica della zona e naturalmente ci siamo fermate per altre foto, stavolta indisturbate. Fra altri battibecchi con Miss Tom Tom siamo anche passate per Pleurtuit, un paesino dotato di cattedrale per fotografare la quale Purpla è stata costretta a fare inversione a U con doppio carpiato per finire proprio davanti a un palo. Una Dede incarognita e borbottante è scesa dall’auto per fotografare più comodamente e poi siamo ripartite. Fatti nemmeno 30 metri ci siamo fermate di nuovo perché dall’altro lato della cattedrale (presa ovviamente da dietro) c’era un bellissimo segnavento. Finalmente verso le 22.30 facciamo il nostro ingresso trionfale a Rennes e raggiungiamo l’hotel per fortuna carino e accogliente. Giusto il tempo per traslocare di nuovo i bagagli auto/stanza e poi siamo uscite a cercare la cena, impresa più che disperata perché a quanto pare in questa cittadina la gente alle 22 va a dormire. Alla fine un cameriere impietosito ci ha accolte e servito tre entrecotes; solo così siamo potute tornare in hotel e finalmente scrivere il nostro quasi quotidiano racconto. E adesso tutti a dormire perché abbiamo paura che ci arrestino per aver ignorato il coprifuoco.
N.B. abbiamo comprato la bandiera pirata e la metteremo sulla seppiamobile. Perciò se sentirete parlare di uno strano mezzo simile a valige su ruote, munite di bandierine nere con teschio…si, siamo noi.
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