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A noi piace prenderla a chiocciola

From Francia 2007 in Toulouse, France on Aug 07 '07

PurpleAngel has visited 2 places in Toulouse
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08-08-07

Come preannunciato, stamattina siamo fuggite appena possibile dalla piovosa Perpignan. La partenza era prevista per le 10.30/11.00, ma noi alle 10 eravamo già su Adolfina dirette a Toulouse, a soli 100 km dal brufolo sul culo della Francia (Perpignan, appunto). Abbiamo iniziato il viaggio da brave seppioline ligie al dovere, imboccando l’autostrada e decise a raggiungere Toulouse nell’ora stabilita da Roberto. Ma la sosta al primo autogrill ci è stata fatale e abbiamo completamente stravolto i nostri programmi.

Come li vedete 100 km percorsi in sei ore?

Noi li vediamo a chiocciola. Ma ci siamo divertite tantissimo. All’uscita di Sigean, famosa per la sua riserva africana, ci siamo buttate sulle strade rupestri e abbiamo cominciato a vagare sulla via Catara per vigneti, castelletti, abbazie, more selvatiche e girasoli depressi.

Se provassimo a tracciare il nostro percorso su una cartina, ne uscirebbe sicuramente il disegno diun bambino spastico isterico. Abbiamo cominciato infatti a girovagare a zig zag con “My Sherona” sparata a tutto volume (con tanto di balletti coreografici da parte della Purpla e tentativi vani di Dede di sparire). Siamo passate da ameni paesini quali Thezan les Corbiéres, Villerouge de la Cremade - dove abbiamo fotografato un castello senza avere alberi ad impedircelo e raccolto le more selvatiche; Dede avrebbe voluto depredare anche la preziosa vigna del castello, ma Purpla le ha tarpato le ali - Ferral les Corbiéres, Fontcouverte fino a Moux, il paesino in cui abbiamo scovato Chez Nicole, ovvero una trucida trattoria di campagna punto di raccolta degli harleysti nella quale abbiamo consumato un leggiadro pasto a base di formaggi, salumi e paté fatti in casa.

Il nostro arrivo non è passato inosservato, non soltanto per la manovra azzardata della Purpla atta a parcheggiare in contromano e in retromarcia sulla statale, ma anche perchè sempre la Purpla è entrata nel locale decisa e battagliera, ha pescato il primo malcapitato che le sembrava aver la faccia da oste e gli ha chiesto un tavolo. Il tizio in questione era un povero cliente che dopo aver provveduto a fornire ugualmente alle due il posto a sedere se l’è data a gambe sulla sua ritmo scassata urlando spaventato. Ma ormai non ci curavamo più del povero tapino: ci siamo ritrovate in una stanza tanto kitch quanto pittoresca che ha rapito la nostra attenzione, al punto che Purpla ha fotografato il tutto ed è stata sgamata in pieno dalla cameriera mentre lo faceva. E’ stato proprio qui, sedute ad uno di questi tavoli con tovaglie a fiori, fra effluvi di vino e Roquefort che abbiamo partorito l’idea di minare la solidità delle guide Michelin con una nuova collana da noi ideata e scritta: le Guide Seppielin.

L’arrivo delle cibarie ci ha distolte da questo pensiero e dopo pranzo ci siamo rimesse in viaggio per vigneti, infilandoci in stradine sempre più sterrate e impervie, con Dede che cantava allegramente “Voglio fare la vendemmia”.

Il nostro giro è proseguito toccando Donzens, Capendu, Trebes - dove Helga millantava un falso appuntamento pur di esser abbandonata sul ciglio della strada all’ennesima tamarrata della Purpla ch esi ostinava a turbare la quiete pubblica con i propri cd sparati a tutto volume - e infine Carcassonne nella quale abbiamo sostato il minimo indispensabile a fotografare la rocca spaventatissime dal bagno di folla e dal caldo torrido che ci ha accolte a braccia aperte e ascelle sudate.

E poi ancora in viaggio, passando per Pezens, Alzonne, Villepinte e la casa della signora (se anche il casale in questione - unica forma di civiltà nel raggio di km - fosse stato abitato da un uomo, Dede era già pronta ad argomentare col tizio in questione per convincerlo del fatto che quella dovesse essere per forza la “casa della signora” e che quindi lui doveva adeguarsi.

Ignorando un Roberto ormai affranto che continuava a cercare di riportarci sulla retta via, il sapore di burrocacao al roquefort agliato che aveva reso l’abitacolo di Adolfina simile a una camera a gas e seguendo cartelli che spuntavano a casaccio, abbiamo deviato per Saint Papoul, nel quale si millantava la presenza di un’abbazia che ci ispirava. Lungo il tragitto Dede ha messo a punto la segnaletica per sordociechi (come faranno i poveretti a capire se non sentono e non vedono? Semplice! Le manate di Dede avrebbero inculcato il concetto anche ai muri) di cui seguirà video. Deluse dall’abbazia che si è rivelata una catapecchia, abbiamo deciso di assecondare Roberto prima che ci abbandonasse in mezzo alle campagne Catare e siamo tornate sui nostri passi raggiungendo Port de Lauragais, dove è spuntato l’obelisque de Riquet (del quale non sappiamo assolutamente nulla, ci informeremo) , per poi proseguire ancora verso Avignonet (da noi scambiata con sommo panico per Avignone), Villefranche de Lauragais, Villenouvelle (in cui abbiamo visto la casa del Principe Azzurro - almeno per noi - e scambiato una fabbrica per un castello), Montgiscard, Donneville, Pompertyzat, Castanet Tolosan e finalmente Toulouse.

Anche qui Purpla ha avuto tempo di esibirsi in un’altra tamarrata e Dede ha cercato per l’ennesima volta di mimetizzarsi con la tapezzeria del sedile inutilmente. A Tolosa Roberto si è vendicato facendoci aggirare per la città per venti minuti nel tentativo di impedirci di raggiungere l’hotel, ma noi leste come faine ubriache e furbe come furetti confusi ci siamo arrivate lo stesso; abbiamos caricato i nostri duecento bagagli sotto gli occhi di un portiere allibito e ci siamo dedicate a un giro turistico della città piena di edifici storici imponenti e bellissimi e studenti interessanti. Per cena ci siamo finalmente potute scofanare il piatto tipico della regione: la cassoulette, una sorta di stufato con salsicce, anatra, maiale, fagioli e cotiche. Sazie e satolle siamo tornate in hotel, giusto per scrivere il diario prima di crollare svenute e ricordarvi che oggi abbiamo raggiunto il punteggio di 92,50 (sempre senza piccioni, disdetta!)

Buonanotte e a domani

Purpla & Dede


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