Quando si crede di aver toccato il fondo succede che…
From Francia - Estate 2006 in Paris, France on Aug 02 '06
Per la prima volta nella storia siamo puntuali, spacchiamo il minuto, organizzatissime con una coordinazione degna della migliore squadra di astronauti della Nasa, senza nemmeno dover litigare coi bagagli…
L’imprevisto, però, era dietro l’angolo. Quando le nostre tra leggiadre eroine sono uscite in caccia di una soddisfacente colazione hanno dovuto fare i conti con un quartiere sprovvisto di bar. Gira di qua , gira di la, preleva un po’ di soldi sotto gli sguardi allucinati di diversi passanti, saluta un cane (i cani francesi ci amano ormai è risaputo), finalmente troviamo quanto di più simile potesse esserci a un bar: una birreria.
Ovviamente la clientela standard era prettamente maschile ed over 60. Con addosso diverse paia di occhi, ci siamo accomodate nel dehor con la solita disinvoltura che ci contraddistingue e abbiamo ordinato le nostre brioches e i nostri caffè. E qui Dede comincia a far la schiuma perché le brioche stranamente in una birreria non ci sono, tranne la luisona locale (altrimenti detta Louisone) dalla quale la cameriera non voleva separarsi e noi munite di un cuore (e di cervello – preso in prestito) non abbiamo certo insistito nel dividere quell’allegra famigliola (avevamo già puntato una pasticceria nei pressi). Consumati i caffè che di caffè avevano solo il nome, sempre sotto gli sguardi indagatori, insospettiti e straniti degli altri avventori, ci siamo quindi apprestate a svaligiare la suddetta pasticceria per poi tornare, rinfrancate soddisfatte e satolle all’hotel dove ci aspettavano i bagagli affezionati e la SeppiaMobile che si stava dando l’addio coi gradini del garage. Mentre la Purpla si è presa l’incarico di trascinare via la seppiamobile, Tsuny - in quanto valletta inside - si è occupata di recuperare il carrellino dei bagagli sotto la supervisione accorata e attenta di Dede. Rapide come il team meccanici della Ferrari, abbiamo caricato la Seppiamobile e siamo ripartite.
Prima tappa del nostro viaggio, la ridente cittadina di Bourges; Dede ha subito pensato di omaggiarla con il suo primo orgasmo francese su seppiamobile, buttandosi di traverso sulle valige alla vista di una guglia, bloccando il traffico dell’ora di punta di Bourges (tanto già ci guardavano strano da stamattina, meglio dargli un motivo per farlo - e loro non hanno perso occasione e infatti ci guardano strano da stamattina e non hanno ancora smesso).
Superando l’inconveniente di Dede avvinghiata a ogni pietra, guglia, pinnacolo o angelo giavellottato nel raggio di chilometri, abbiamo raggiunto finalmente il nostro principale obiettivo: il ristorante (ricercato fin dall’uscita dell’autostrada grazie a un efficientissimo lavoro di equipe basato sulla consultazione incrociata di due guide identiche da parte di Dede e Tsuny). Abbiamo consumato il nostro frugale pasto cazzareggiando come tre deficienti e facendo in modo che Dede avesse la vista sulla cattedrale nella vana speranza che si calmasse un pochino gli ormoni impazziti. Peccato che avessimo trovato l’unico francese che capiv al’italiano e il quale naturalmente ce lo ha comunicato solamente a fine pasto, facendoci fare un bel poì si figure di merda.
Infine ci siamo rimesse in viaggio dopo aver raggiunto l’auto con mille peripezie (gradini su gradini annunciati dalla Purpla a una Dede che pietosamente fingeva di non vederli e pure di inciamparci pur di dar eimportanza alla povera autista bistrattata)e dopo l’annuncio di Tsuny di dover andare in bagno proprio mentre stavamo salendo in macchina.
Abbiamo avuto le solite discussioni con miss Tom tom la quale ci voleva far andare contromano e finalmente abbiamo imboccato l’autostrada alla volta della ville Lumiére. E qui è cominciato il lungo pellegrinaggio per autogrill, culminato con la scena pietosa di Dede che chiede 5 volte un the freddo per vederselo servire sotto forma di bustina di the da infusione annegata in acqua fredda. Le reazioni sono state le seguenti: Urlo disperato di Tsuny “NO!” e successiva fuga fr ai peluche a soffocare le risate; Sguardo appallato di Dede che non sapeva se piangere, ridere o scavalcare il bancone al fine di prendere a capocciate sui denti la barista; appallamento dello sguardodi Purpla che se con un occhio seguiva la fuga di Tsuny, con l’altro osservava la scena pronta ad intervenire in caso di rischio di galera a vita.
Cammina cammina con Dede dietro che borbottava peggio di una pentola di fagioli, abbiamo infine raggiunto Parigi e l’hotel. E qui si sprecavano le battute della receptionist riguardo alla nostra montagna di bagagli gentilmente barcamenata al 5 piano da uno degli impiegati. Secondo noi l’omino aveva intuito le risate che si sarebbe fatto alle nostre spalle (e pure davanti) e ha ritenuto poca cosa accollarsi tutto quel popo’ di valige pur di non perdersi lo spettacolo
Quanto tempo pensate possa servire a due persone per distruggere un albergo (per altro in fase di ristrutturazione)? Ve lo dico io.
8 minuti. Il tempo che mi ci è voluto per spostare la macchina e malauguratamente il tempo durante il quale ho lasciato le altre due prive di controllo.
Quando sono rientrata ho incrociato l’impiegato sganasciato dalle risate e mi dicevo “ma guarda devo essere proprio simpatica!”; ma quando sono risalita e le ho trovate accasciate su una delle porte delle stanze, ho cominciato ad aver paura. Ciò che era sospetto molto forte si è trasformato in certezza nel momento stesso in cui le due hanno tentato di spiegarmi le loro innocenti boutades.
In quei pochi minuti erano infatti riuscite a:
- Scambiare le chiavi delle porte e madonnare perché non riuscivano ad aprirle, dopo i più svariati tentativi di infilare la “cosa di plastica” in qualsiasi fessura inesistente disponibile
- Sostenere candidamente che in Italia non esistono i telecomandi per spegnere il televisore di fronte a un impiegato poco convinto
- Rimanere chiuse fuori dalla stanza (con la chiave dentro) e trovare il suddetto impiegato già pronto con la chiave di riserva (chissà perché se lo aspettava)
[mi sto sincerando che sia tutto qui ma non sono così convinta. Mi sa che mi nascondono qualcosa e lo scoprirò troppo tardi]
Alla fine ci siamo godute il meritato riposo e poi ci siamo fatte portare a Montmartre giusto per confermare il teorema “metti una Dede a Montmartre e apri l’ombrello”
E anche qui ci siamo fatte riconoscere. Per una volta abbiamo trovato la basilica aperta al pubblico e seguendo Dede ci siamo fiondate al suo interno (non avevamo scelta) cercando di non perderla ma è stato tutto vano. Mentre la pedinavamo nel silenzio sacro e assoluto della navata, nei pressi di un gruppo di turisti russi (fumosamente superstiziosissimi) si eleva un ululato.
Tutti si voltano, Dede e Purpla comprese. Solo Tsuny faceva la vaga fingendo di non aver sentito nulla mentre cercava di strozzare la borsa. Indovinate un po’ perché… Il cellulare della valletta che non aveva mai suonato negli ultimi sei mesi, ha deciso di ricevere un sms proprio in quel momento e logicamente Tsuny poteva avere solo una suoneria mannara.
Il resto della sedrata è trascorso abbastanza tranquillamente fino a che non abbiamo dovuto prendere un taxi per tornare in hotel. Tale taxi era guidato da un losco figuro di colore, vestito di nero con radio sintonizzata su programma che parlava di schiavismo e mandava i canti degli schiavi nelle piantagioni di cotone (naturalmente canticchiate dal tassista) Inquiete soprattutto dopo che Tsuny ha pensato bene di parlare di riti voodoo, ci siamo fatte lasciare in hotel e per fortuna pare che la nostra giornata sia finita lasciandoci indenni.
A domani
Bonne nuit
Finalmente una giornata che sembrava volgere al meglio: stamattina splendeva il sole (finchè Helga non nominava Montmartre provocando tuoni e fulmini), ci siamo alzate con calma, abbiamo fatto una colazione soddisfacente e ci siamo avviate verso Place des Vosges senza intoppi e trovando perfino parcheggio quasi al primo colpo. I dintorni di Place des Vosges sono molto interessanti in quanto muniti di vari negozietti artigianali, motociclisti che si incastrano col ginocchio nel paraurti dell’auto, locali e monumenti carini e non da ultimo una graziosa caserma dei pompieri. Estasiate dalla visione di questi omoni illuminati dal sole coi loro baschetti argentati, ci siamo aggirate intorno alla caserma più e più volte (anche perdendoci ma son dettagli) nel vano tentativo di osservarli /fotografarli più da vicino senza destare sospetti (dovevamo approfondire i nostri studi scientifici riguardanti la vita del pompiere medio parigino). Purtroppo ogni volta che ci avvicinavamo si nascondevano come lumache quindi abbiamo desistito e ci siamo consolate con uno dei nostri pantagruelici pranzetti.
Per smaltire la sbobba, cosa c’è di meglio di una bella passeggiata? A tal fine le nostre tre eroine – seguendo il consiglio di Dede - si sono fiondate al cimitero “Pere La Chaise” per un’allegra camminata fra tombe, lapidi, cenotafi di artisti e illustri sconosciuti. Fiondate per modo di dire perché abbiamo avuto la malsana idea di lasciare la piantina in mano ad Helga, la quale alternava un’indicazione con esclamazioni di pura estasi alla vista dei monumenti… E’ stata dura ma ce l’abbiamo fatta; giunte al cimitero, secondo errore: lasciare la piantina e la guida del gruppo in mano a Tsuny. E qui di nuovo ore ed ore a vagare a vuoto per i vari vialetti solo perché la valletta si era intestardita che ciò che diceva la mappa non poteva essere giusto, ma alla fine ne siamo venute a capo e siamo riuscite a vedere le tombe che ci interessavano. Soddisfatte ma esauste abbiamo optato per una sosta in un bar squallidissimo nei pressi del cimitero, dove ci hanno fatto pagare due bicchieri d’acqua e una coca cola ben 10 euro. Ammazzato il cameriere, siamo ripartite per i nostri giri educativi: Saint Germain e shopping selvaggio reso più interessante dal nostro aver quasi provocato un incidente mentre cercavamo di attraversare il lungosenna. Subito dopo questo episodio la Purpla, stordita dall’emozione di essere ancora viva, ha pensato bene di salutare da vicino un marciapiede parigino. Questo era solo l’inizio di una serie di sfighe: proseguendo nel nostro giro, abbiamo cominciato ad avvertire un certo languorino e quindi ci siamo fermate per la cena in un posto li nei pressi. Evidentemente i camerieri avevano fumato qualcosa di forte, perché ci hanno sottoposte a una corte serrata finchè non sono riusciti ad ottenere di offrirci almeno il caffè.
Non è finita qui: una volta che siamo riuscite a liberarci dei tre, cerchiamo di recuperare l’auto lasciata in un parcheggio sotterraneo dai prezzi astronomici (17 euro per sei ore) ma a quanto pare i parigini ci adorano e cercano in tutti i modi di impedirci di andarcene, quindi al momento di superare la barriera, scopriamo che il biglietto (regolarmente pagato) non risultava valido valido. Dopo un’accesa discussione, la Purpla riesce a farsi aprire (non saranno state le minacce di morte a convincere il malcapitato custode?). Sempre in lite con miss tom tom, abbiamo cercato di raggiungere l’hotel malgrado le indicazioni false e tendenziose della macchinetta infernale.
A quanto pare l’elettronica ce l’ha con noi, perché quando siamo arrivate in albego abbiamo scoperto che la nostra chiave aveva deciso di non collaborare e non ci permetteva di entrare in stanza. Risolto anche questo inconveniente, siamo riuscite infine a entrare e a concederci il giusto riposo.. Domani ci attende una lunghissima giornata: il mercato delle pulci sarà la nostra prossima meta
Le regole per andare d’accordo con noi tre Seppia Dede: Dalle una guglia da ammirare Dalle da mangiare Falle vedere dei pompieri Se poi riesci a farle avere un pompiere arrampicato su una guglia ricoperto di ile flottante, hai fatto un terno al lotto. Seppia Purpla: Chiedile l’ora ogni venti minuti e ascoltala interessato mentre la legge dal nuovo orologio di cui si vanta Metti in colonna matematica i numeri Tienila lontana dagli arabi che cercano di sposarsela di continuo (e lei quasi quasi ci sta) Certo che se trovi l’arabo che mettendo in colonna matematica il suo conto in banca, passerebbe le ore a chiederle l’ora, ecco che l’accontenti. Tsuny: Dalle un ossicino da rosicchiare Dalle sempre ragione Dalle un poliziotto Se poi riesci a convincere un poliziotto a farsi rosicchiare uno stinco da Tsuny, assecondandola è capace di stare tranquilla “addirittura” un’ora Tutto questo nasce da una passeggiata al mercato delle pulci di Parigi, avvenuta ieri. Cominciamo col dire che la signorina Tom Tom ci ha portate indipendentemente dalla nostra volontà alla caserma dei pompieri invece che al suddetto mercatino, il quale per altro si trova alle spalle di MontMartre. Cominciamo a sospettare che anche i satelliti gps cerchino di tener lontana Dede da quel luogo. Alla fine niente è riuscito a fermarci ed abbandonando a malincuore la caserma dei pompieri abbiamo raggiunto l’agognata meta (accompagnate dal camionista che si porta dentro la Purpla e che si è rivelato in tutto il suo splendore nel traffico parigino, mentre il giapponese di Dede dormiva e la mannara di Tsuny mostrava i denti). Prima di immergerci nel coloratissimo mercatino ci siamo concesse un caffè orripilante a un bar li nei pressi e li abbiamo fatto sfoggio delle nostre abilità degne di un giocoliere cieco e della nostra suprema coordinazione. Poiché c’era un gentile venticello, la Purpla aveva bloccato i soldi e lo scontrino sul tavolo con l’ausilio di un bicchiere. Tsuny, assetata, ha preso il bicchiere e lo ha riempito d’acqua mentre la Purpla teneva tutto fermo con la mano. Indi per cui Tsuny decide di liberare la mano della Purpla sostituendola con la bottiglia e dicendole rassicurante “ora puoi lasciare; è stato proprio quando entrambe avevano distolto l’attenzione da soldi e scontrino che arriva una Dede indomopackata ignara e un po’ ignava che afferra noncurante la bottiglia e beve sotto gli sguardi allibiti e un po’ rassegnati delle altre due le quali prontamente tornano a bloccare il tutto con le mani mentre scoppiavano a ridere; colpita dalle risate assolutamente ingiustificate (a suo avviso), Dede si volta a guardare le altre due e chiede innocentemente “Che d’è?” Soltanto dopo ore siamo riuscite a spiegarle la dinamica dell’accaduto, Nel frattempo abbiamo cominciato a gironzolare per il mercatino, tuffandoci a destra e a manca nelle bancarelle finchè non abbiamo scoperto che la Purpla ha uno strano ascendente sugli arabi (i quali costituiscono gran parte degli ambulanti li presenti) che se la volevano sposare e sono arrivati anche a fotografarla mentre Dede e Tsuny invece di trarla in salvo pianificavano la loro pensione in base a quanto sarebbe loro fruttato il matrimonio di una Purpla ceduta a uno dei suddetti in cambio di cento cammelli o due pozzi di petrolio. Solo quando hanno capito che tanto non ci avrebbero guadagnato nulla si sono arrese e hanno tratto in salvo una stranitissima Purpla. Siamo rimaste ben 4 ore dentro al mercatino e siamo riuscite a pranzare soltanto verso le 5 del pomeriggio; non è colpa nostra se ci siamo un momento confuse in tutto quel popo’ di roba. Per pranzo ci siamo trasferite a Les Halles e abbiamo mangiato al pied de cochon, un locale che aveva qualunque cosa a forma di maiale e ci ha procurato non poche allucinazioni. Seppur deliziando le nostre papille gustative. Solito giretto per negozi, solito pazzo che naturalmente se la prende con le due povere seppie, solito perdersi da parte di Tsuny e Dede al momento di rientrare. Insomma siamo tornate verso l’hotel non senza prima aver procurato alle due di cui sopra due paia d’alucce d’angelo (prossimamente sui vostri schermi). Prima di scatafasciarci sul letto per un gentile riposino, abbiamo ancora affrontato una dura prova: la lavanderia a gettoni. Il gentilissimo gestore ha visto tre povere disgraziate in versione “casalinga sciatta” munite di un sacchettino ciascuna piombare nel suo negozio ed aggirarsi sperdute nel tentativo di capirci qualcosa. Alla fine il bucato ce lo ha fatto praticamente lui perché deve aver compreso che gli avremmo distrutto tutto quanto se ci avesse lasciato fare. Dopo di che ci siamo concesse un riposino e una cenetta sugli champs elysées
Commenti:
Anonimo : 1)Perchè parlando di vostra sincronia al mattino mi viene in mente la famosa scena di fantozzi che si sveglia, beve il caffè ustionante, rompe i lacci delle scarpe urlando "cambio!", si mette la colonia un pò dovunque ecc ecc ecc? 2)Scusate, se sapevate che c'era una pasticceria, perchè infilarvi in una birreria? Io la risposta la so, la sa anche l'Anonima Alcolisti che è quella grossa macchina bianca con una croce rossa sul tetto guidata da quei signori in camice bianco proprio dietro di voi. 3)AAAAhhhhh era per il Louisone? quella scorsa era la giornata della Necrofilia e questa quella dell'oggettistica? 4)"Memorie di un Cameriere di Bourges"? 5)Dede tentava di abbattere i gradini per togliere tentazioni alla SeppiaMobile (vedi post precedente) e Tsuny ha colto l'occasione per pregare per scongiurare l'insano gesto della povera Mobile. 6)Dede ha capito come risultare simpatica ai francesi: capocciate e premio per FairPlay in autogrill. 7) Perdonatemi, ma non commento gli 8 minuti di paura dell'Hotel. Non ce la posso fare, e se ce la facessi mi manderebbero in galera per diffamazione. 8) Secondo me non era lo squillo del cell, erano i postumi della festa della necrofilia animale francese. Spero vi siate ricordate di - Tenere lontano dalla portata dei Bambini - i "cosi di plastica nella fessura". E non dico altro. Anonimo con Lupara postato il venerdì, 04 agosto 2006 10:29 | |
Anonimo : credo di sapere di chi sia stata la colpa dell' ululato... trattatemi bene la mia socia... non è cattiva, è che la disegnano così PS in un angolo di Place de Tertre c'è una crepèrie spaziale che aveva mille e mille tipi di cioccolato diverso
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